
Impatto economico e strategico delle nuove tariffe
Le tariffe doganali non si sono rivelate così pesanti come ipotizzato inizialmente – si parlava del 30% nella comunicazione preliminare del presidente Donald Trump – ma il 15% resta un aggravio significativo. A farne le spese sono le imprese manifatturiere, già sotto pressione per la necessità di adeguarsi ai nuovi standard ambientali e tecnologici.
“Questo comparto avrebbe avuto bisogno di incentivi, non di ostacoli”, sottolinea Taisch, evidenziando come MADE abbia affiancato numerose aziende nel percorso verso la digitalizzazione e l’efficientamento produttivo. L’adozione di tecnologie avanzate e pratiche sostenibili, considerate finora leve fondamentali per il rilancio industriale, rischiano ora di essere messe in secondo piano.
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Il rischio di rallentare l’innovazione
Il presidente di MADE avverte: l’introduzione dei dazi potrebbe spingere molte imprese a rivedere le proprie priorità. “Temiamo uno slittamento dell’attenzione dal lungo periodo al breve, con una riduzione degli investimenti in progetti strategici”, afferma. Seppur il peggio sia stato evitato, il rischio concreto è una contrazione delle risorse destinate a innovazione e sostenibilità.
Un appello, quello di Taisch, che richiama l’urgenza di politiche industriali coordinate e di supporto concreto per le imprese che vogliono affrontare la transizione digitale con visione e continuità.
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