
Sarà pronta entro il 2026 la nuova piazza della GAMeC di Bergamo, parte di un ampio progetto di rigenerazione urbana che unisce architettura, paesaggio e comunità. L’intervento, firmato dallo studio italo-britannico C+S Architects, non prevede demolizioni, ma un sofisticato retrofit dell’ex Palasport, trasformato in un museo-lanterna rivestito in pietra bianca. Obiettivo: creare uno spazio urbano aperto, accessibile e attrattivo per tutte le generazioni, incluso il “popolo invisibile” della biodiversità.
Un’architettura inclusiva che genera energia urbana
Il cuore del progetto è l’ex palazzetto dello sport di via Pitentino, costruito negli anni ’60 e ora reinterpretato come fulcro della nuova GAMeC. Gli architetti Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini hanno mantenuto la forma ovale dell’edificio e la struttura originaria in cemento facciavista, innestandovi un volume nuovo, luminoso, che trasforma lo spazio in un elemento vivo del tessuto urbano. “Il museo diventa città”, afferma Segantini. “Non deve intimorire, ma attrarre e accogliere, soprattutto i più giovani.”

Una piazza-abitabile per tutti gli esseri viventi
La nuova piazza Tiraboschi sarà rivestita in pietra Apricena, leggermente rialzata rispetto alla strada e collegata da rampe accessibili. Il progetto ridisegna l’intero comparto urbano, includendo percorsi pedonali, ciclabili, aree verdi e parcheggi integrati con il paesaggio. Una seduta ovale conclude lo spazio pubblico, trasformandosi alle spalle in una gigantesca “fioriera fuori scala” popolata da piante perenni e microfauna: un simbolo potente di convivenza tra umano e non umano.
Un giardino sostenibile che evolve con le stagioni
Il progetto del verde è uno dei tratti distintivi: piante auto-seminanti, graminacee leggere, giochi di trasparenze e texture che cambiano durante l’anno. Il sistema vegetale, a bassa manutenzione, è pensato per offrire bellezza e nutrimento agli animali che lo abitano, mantenendo sempre alta la qualità estetica dello spazio. È una forma di rigenerazione naturale e simbolica, che mette l’ambiente al centro dell’esperienza urbana.

Tecnologia, accessibilità e continuità materica
L’intero intervento è pensato in ottica di durabilità e sostenibilità. Dalla pavimentazione in lastre di pietra posate con giunti ridotti, alla raccolta delle acque, fino ai corrimano in acciaio bronzato coordinati con i serramenti del museo, ogni dettaglio punta alla coerenza tra funzione, forma e materia. I lavori, dal valore di 2 milioni di euro, inizieranno entro il 2025 e si concluderanno entro la fine del 2026.










