
Milano ha celebrato i suoi nuovi re del padel: Fede Chingotto e Ale Galán. I “Chingalan” hanno ribaltato una finale quasi impossibile contro i favoritissimi Tapia e Coello, imponendosi 2-6 6-3 6-0 davanti a un pubblico in delirio alla Alianz Arena, teatro di una settimana di Premier Padel P1 di altissimo livello, con uno dei tornei più intensi e spettacolari della stagione. Dopo un primo set complicato, in cui i due hanno faticato a trovare ritmo e soluzioni, è arrivata una reazione da campioni: solidità, lucidità e quella connessione quasi telepatica che li ha resi la coppia più temuta del circuito.
La finale del Milano Premier Padel P1 è stata un condensato di emozioni, intensità e talento puro. Il pubblico milanese, 5.400 persone per la finale di domenica, ha assistito a una trasformazione: da una partenza in affanno a un dominio totale, culminato con un terzo set perfetto. Una vittoria che consacra la coppia ispano-argentina e che segna il quarto titolo in cinque tornei giocati in Italia. Galán e Chingotto, insieme, hanno riportato spettacolo e cuore al centro del padel.
Chingotto, il genio tattico e il cuore del pubblico
Se Alejandro Galán ha confermato la sua potenza devastante — con ben 26 vincenti e un 15/21 nella conversione degli smash —, Fede Chingotto ha incantato con la sua intelligenza tattica e la capacità di ribaltare i momenti più difficili. Giocatore dal fisico minuto ma dal talento immenso, ha ancora una volta dimostrato che nel padel moderno contano soprattutto la testa e la visione di gioco.
“Non so cos’abbia l’Italia, ma vincere qui è sempre speciale”, ha raccontato con il sorriso al termine del match. “Mi congratulo con Agus e Arturo, due avversari incredibili che ci spingono al limite. Ma accanto a me ho il migliore, uno che ha sempre fiducia in me anche nei momenti duri”. Parole sincere, che raccontano l’umiltà di un atleta che ha saputo costruire la sua carriera un passo alla volta, senza mai smettere di migliorare.
Premiato come MVP del torneo, Chingotto si è guadagnato anche l’affetto del pubblico italiano, che ormai lo considera di casa. Dalla Romagna a Roma, passando per Milano, il suo sorriso contagioso e la sua capacità di trasformare la fatica in arte lo hanno reso un beniamino assoluto.
Bullpadel Neuron 02 Edge Milano Edition: tecnologia e stile
Dietro ogni campione c’è un attrezzo che diventa estensione del suo talento. Nel caso di Fede Chingotto, quella racchetta si chiama Bullpadel Neuron 02 Edge Milano Edition. Un modello sviluppato in collaborazione con l’atleta argentino e presentato proprio in occasione del torneo milanese, che unisce design e ingegneria in modo unico.
A livello estetico, la Neuron 02 Edge cattura subito lo sguardo: uno stile urbano che fonde bianco, nero e tocchi di rosa fucsia, con un lato dominato dalla celebre “B” di Bullpadel e l’altro dedicato al Duomo di Milano, simbolo della città. Ma è sul piano tecnico che la racchetta compie un vero salto di qualità: integra la tecnologia PrismLock, una struttura prismatica che irrigidisce il telaio e limita le torsioni durante gli scambi ad alta intensità, migliorando la stabilità e la precisione.

Il bilanciamento leggermente avanzato e il punto dolce ampliato permettono a Chingotto di ottenere più spinta nello smash, mantenendo il controllo in fase difensiva. Una caratteristica fondamentale per un giocatore che, pur non contando su una grande altezza, riesce a compensare con potenza e timing perfetto. In poche parole, la Neuron 02 Edge non è solo una racchetta: è il simbolo di una nuova generazione di padel.
Paco Rizzo: “La Neuron è nata per dare a Chingotto l’arma perfetta”
Abbiamo incontrato Paco Rizzo, Country Manager di Bullpadel Italia, che ci ha svelato il dietro le quinte dello sviluppo della Neuron e della filosofia del marchio:
“Abbiamo completamente ridisegnato la linea Neuron. Chingotto è un giocatore straordinario, ma con un fisico leggero: aveva bisogno di una racchetta che lo aiutasse di più nello smash e nei colpi alti. Per questo abbiamo spostato il bilanciamento leggermente verso l’alto, garantendogli una spinta aggiuntiva senza sacrificare la maneggevolezza.”
Rizzo sottolinea quanto il dialogo con gli atleti sia diventato centrale per Bullpadel:
“Oggi ogni modello nasce da una collaborazione diretta con i professionisti. Loro ci raccontano sensazioni, esigenze, punti di forza e limiti. Noi traduciamo tutto in ricerca e sviluppo. È quello che è accaduto anche per la Neuron 02 Edge, frutto di un lavoro congiunto tra il laboratorio e il giocatore. Quando vedi Chingotto vincere a Milano con quella racchetta, capisci che la direzione è quella giusta.”
Il manager anticipa anche il futuro del marchio: “Stiamo già lavorando sulla prossima generazione di Vertex, ma anche su modelli femminili come la Gemma Triay Edition e la nuova Wonder. Bullpadel continuerà a innovare, senza perdere di vista l’aspetto più importante: le sensazioni dei giocatori.”
Bullpadel, eccellenza e passione: il futuro del padel è già qui
Con la vittoria di Milano, Bullpadel conferma il suo ruolo di marchio leader e punto di riferimento mondiale. Non solo per i successi sportivi, ma per la capacità di coniugare tecnologia, design e performance reali in campo. Lavorare a stretto contatto con i campioni, ascoltarne le esigenze e tradurle in prodotti di altissima qualità è ciò che distingue l’azienda spagnola nel panorama internazionale.
La Neuron 02 Edge Milano Edition rappresenta tutto questo: innovazione, stile e una connessione profonda tra atleta e racchetta. È il simbolo di una filosofia che guarda avanti, ma che non dimentica il legame con il pubblico e con la passione autentica che muove questo sport.
Milano ha incoronato i suoi campioni, ma ha anche celebrato un marchio che continua a scrivere la storia del padel con la stessa determinazione dei suoi atleti. Perché dietro ogni colpo vincente, c’è sempre una visione, un’idea e una racchetta che fa la differenza: Bullpadel.












