
Nel cuore della Capitale, la gestione dell’inquinamento atmosferico e della mobilità urbana continua a rappresentare una sfida complessa. Il Campidoglio sta infatti valutando un possibile rinvio nell’applicazione della stretta alla ZTL Fascia Verde, una misura che, se attuata, escluderebbe dalla circolazione quotidiana circa 130mila veicoli diesel Euro 4 e Euro 5. Questa decisione riflette la difficoltà di conciliare le esigenze ambientali con quelle sociali in una città che conta oggi oltre 2,7 milioni di abitanti ed è il capoluogo più popoloso d’Italia.

La ZTL Fascia Verde e il contesto urbano di Roma
La Zona a Traffico Limitato (ZTL) Fascia Verde è stata concepita per limitare l’accesso ai veicoli più inquinanti, mirando a migliorare la qualità dell’aria e a ridurre il traffico. Tuttavia, il recente Piano di risanamento della qualità dell’aria adottato dalla Regione Lazio concede ai Comuni la possibilità di adottare misure alternative al blocco totale, un margine che il Comune di Roma sembra intenzionato a sfruttare per evitare l’esclusione dai centri urbani di una consistente fetta del parco auto.
Roma, infatti, si trova in una situazione peculiare: con oltre 2,15 milioni di veicoli circolanti (di cui 1,77 milioni sono automobili e 385mila motocicli), il tasso di motorizzazione è in crescita, attestandosi su 662 auto ogni mille abitanti. Nonostante un’offerta di trasporto pubblico con una copertura limitata – che riguarda appena il 13% degli spostamenti cittadini – la maggioranza dei romani continua a privilegiare l’uso dell’auto privata o dello scooter. A piedi o in bicicletta si sposta circa un quarto della popolazione, mentre è aumentata la quota di veicoli Euro 6, che ora rappresentano circa il 40,8% del parco auto, con un incremento del 16,5% rispetto all’anno precedente.

Nonostante la presenza di veicoli più moderni, il traffico romano resta uno dei maggiori problemi della città, con congestioni frequenti e rallentamenti che caratterizzano le ore di punta. La situazione si riflette direttamente sulla qualità dell’aria: i dati relativi al particolato PM10 mostrano come, dall’inizio del 2025, siano stati più volte superati i limiti di legge in diverse stazioni di rilevamento, tra cui Preneste, Tiburtina e Corso Francia. Recentemente, il particolato ha sfiorato i 11 microgrammi per metro cubo in alcune aree cittadine, avvicinandosi pericolosamente alla soglia limite.
Durante le ore critiche, il portale Luceverde.it mostra la congestione tipica della Capitale: la Tangenziale Est e il Grande Raccordo Anulare (GRA) sono spesso intasati, con code lungo la Salaria, la Casilina e via Cilicia, e incidenti frequenti in zone come Montagnola e Bravetta. Questa routine urbana penalizza non solo la mobilità ma anche la salute pubblica, aggravando il problema dello smog e delle emissioni nocive.
Il ruolo del Campidoglio e la sfida della mobilità sostenibile
Il Colle Capitolino, sede storica del governo cittadino, si trova oggi a dover bilanciare le istanze ambientali con le necessità quotidiane dei cittadini romani, per i quali l’auto è spesso uno strumento indispensabile più che un lusso. La decisione di prorogare la possibilità di circolare per i diesel Euro 4 e Euro 5 si inserisce in questo contesto di compromessi, in cui l’amministrazione capitolina deve tenere conto di una realtà metropolitana complessa e articolata, caratterizzata da un enorme territorio comunale che si estende per oltre 1.200 km² e da un tessuto urbano variegato.
Le iniziative per la mobilità sostenibile restano dunque un obiettivo da perseguire con determinazione ma con gradualità, soprattutto in una città come Roma, dove il trasporto pubblico è ancora insufficiente a coprire la domanda e le alternative alla mobilità privata sono limitate. Nonostante le difficoltà, l’aumento dei veicoli Euro 6 rappresenta un segnale di progresso, così come l’attenzione crescente verso politiche ambientali più rigorose.











