
La scelta di non includere il caricabatterie nel nuovo MacBook Pro 14″ con chip M5 divide utenti e mercato: tra sostenibilità, costi aggiuntivi e normative UE in arrivo.
Apple ha recentemente presentato il nuovo MacBook Pro 14″ con chip M5, un modello che rappresenta un ulteriore salto tecnologico per la linea di portatili professionali dell’azienda di Cupertino. Disponibile a partire dal 22 ottobre, questo dispositivo promette prestazioni rivoluzionarie grazie al potente chipset di ultima generazione, ma la decisione di non includere il caricabatterie nella confezione ha suscitato un acceso dibattito tra gli utenti e gli appassionati del brand.
Il nuovo MacBook Pro 14″ con M5: prestazioni e caratteristiche di punta
Il MacBook Pro 14″ con chip M5 si presenta come uno strumento ideale per chi lavora o crea contenuti professionali, grazie a una velocità fino a sei volte superiore rispetto ad alcuni modelli precedenti e a funzioni avanzate di intelligenza artificiale on-device. Il dispositivo è equipaggiato con una batteria ai polimeri di litio da 72,4 Wh che supporta la ricarica rapida attraverso alimentatori USB-C con potenza minima di 60W, ma è in grado di sfruttare al meglio caricabatterie da 96W o superiori.
Il chip M5 integra un Neural Engine a 16 core e Neural Accelerator in ogni core GPU, garantendo prestazioni elevate nell’elaborazione di modelli di intelligenza artificiale, rendering 3D, montaggio video ad alta risoluzione e gaming di qualità superiore. Il modello dispone inoltre di un display Liquid Retina XDR con luminosità HDR fino a 1600 nit e contrasto 1.000.000:1, per un’esperienza visiva di altissimo livello. La connettività è ricca, con tre porte Thunderbolt 4 o 5, HDMI, MagSafe 3, slot SDXC e jack per cuffie, mentre il sistema audio a sei altoparlanti con Dolby Atmos assicura un suono immersivo.

Dal punto di vista del design, il MacBook Pro vanta un guscio in alluminio riciclato al 100%, confermando l’impegno di Apple verso la sostenibilità ambientale, pur mantenendo robustezza e leggerezza. La batteria garantisce fino a 24 ore di autonomia e la ricarica rapida consente di raggiungere il 50% di carica in soli 30 minuti.
Nonostante le avanzate caratteristiche tecniche, la decisione più discussa riguarda l’assenza del caricabatterie nella confezione del nuovo MacBook Pro 14″. Questa scelta, già adottata da Apple in precedenti lanci di dispositivi, punta a ridurre i rifiuti elettronici e l’impatto ambientale, in linea con una strategia “green” che mira a limitare l’uso di imballaggi e componenti non strettamente necessari.
Tuttavia, per un dispositivo premium con un prezzo base di 1.849 euro, questa mancanza è stata percepita come un’incongruenza e un onere aggiuntivo per l’utente. Infatti, acquistare un caricabatterie adeguato comporta un esborso ulteriore: Apple propone due modelli ufficiali, un alimentatore da 70W al costo di 65 euro e uno da 96W a 85 euro. In mancanza di questi, l’utente è obbligato a rivolgersi a negozi di terze parti, aumentando così l’impatto ambientale proprio nel tentativo di ridurlo, a causa di ulteriori spedizioni e imballaggi.
È importante ricordare che questa decisione è anche dettata da normative europee, in particolare la direttiva UE 2022/2380, entrata in vigore il 23 novembre 2022, che impone uno standard unico di ricarica USB-C per tutti i dispositivi elettronici. Tuttavia, la scadenza per l’adeguamento completo dei produttori è fissata al 28 aprile 2026, data dalla quale i consumatori avranno la possibilità di scegliere se acquistare il caricabatterie separatamente o meno.












