
Stop alle automobili a benzina e diesel, pare che l’Europa abbia preso finalmente una decisione importante.
Da tanto tempo ormai, si parla dello stop alla benzina e al diesel. Si tratta di una questione molto seria e assolutamente da non mettere in secondo piano, perché non prevede soltanto un grande cambiamento dal punto di vista della sostenibilità ambientale, ma anche per quanto riguarda l’utilizzo di certi mezzi di trasporto.
A quanto pare, a riguardo di questo tema, sembra proprio che ci sia l’assoluta volontà di anticipare i tempi. Ma di cosa si tratta nello specifico e in cosa consiste effettivamente? Nelle prossime righe di questo articolo cercheremo di capirlo, considerata anche l’importanza di questa manovra del tutto europea.
Stop a diesel e benzina in Europa, anticipano i tempi: i dettagli
A quanto pare, l’Europa avrebbe deciso di anticipare la revisione dello stop alle auto a benzina e diesel, che è prevista per il 20235. L’annuncio è arrivato da Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea. Addirittura, stando alle sue parole, in seguito all’ultimo dialogo strategico “ho deciso di accelerare la revisione sulle emissioni di CO2 per auto e furgoni entro la fine dell’anno”. La ha scritto in una lettera ai leader dei 27 Paesi dell’Unione Europea.

Questa revisione servirà sostanzialmente a valutare il ruolo dei carburanti a zero e basse emissioni nella transizione verso un trasporto su strada a zero emissioni oltre il 2030. e-fuel e biocarburanti avanzati, quindi, protagonisti assoluti di questa revisione. L’obiettivo dell’UE rimane quello della neutralità tecnologica, tuttavia la proposta di una mobilità completamente elettrica sembra difficile da sostenere anche soltanto da un punto di vista commerciale. Ecco perché l’Unione Europea sta valutando effettivamente anche nuove tecnologie per rendere la transizione a emissioni zero più semplice e meno immediata possibile.
Adesso, però, viene la parte difficile. Perché se è vero che alcuni Paesi hanno spinto verso questa decisione, ce ne sono altri decisamente poco inclini a una revisione completa. Ciò a cui vuole arrivare il vecchio continente, almeno a quanto sembra, è ottenere la neutralità tecnologica attraverso una preferenza all’elettrico che non precluda però lo svilupppo di tecnologie sostenibili alternative. Anche perché, come sta dimostrando il mercato dell’automobile, lavorare soltanto sullo sviluppo di macchine elettriche non porta a risultati positivi a medio e lungo termine. Anzi, casomai l’esatto contrario. Basta chiedere a Stellantis o Porsche a riguardo per averne la conferma.












