
La modernità ha abituato a convivere sempre più con la tecnologia. Gli apparecchi elettronici e i dispositivi entrano a far parte della vita quotidiana in ogni ambito. Perfino registrare tramite video i propri movimenti, per quanto possa apparire innaturale, è oggi una consuetudine.
Lo scopo principale è quello della sicurezza, che trova ampia applicazione con la sorveglianza. All’esterno della propria abitazione, una videocamera si rivela fondamentale nel tenere sotto controllo eventuali effrazioni da parte dei ladri.
Lo stesso accade anche all’interno, dove le telecamere vengono installate per sventare possibili furti e non solo. Questi piccoli meccanismi sono applicati, ad esempio, alla supervisione di neonati e bambini durante le ore notturne. Non è raro inoltre, che la videocamera venga sfruttata come mezzo per tenere sotto controllo i propri animali domestici quando non si è in casa.
Tutti impieghi molto utili, ma che appaiono ben lontani dall’ultima frontiera della tecnologia. A far conoscere la novità fuori dagli schemi è stata la società californiana Kohler Health, che ha lanciato recentemente sul mercato il suo Dekoda.
Il dispositivo è, nella sostanza, una videocamera per il WC ed è già pronto a scatenare curiosità e domande. In un mondo in cui ogni passo è registrato dalle videocamere, per quale motivo si dovrebbe decidere di installarne una addirittura sul proprio water? La risposta è tutt’altro che scontata e apre numerosi spunti di riflessione.
Dekoda, la rivoluzionaria videocamera per il WC: a cosa serve
Se è vero che in molti casi la tecnologia spazia sui fronti più estremi, è pur vero che talvolta è capace di sorprendere per ingegnosità. In questo caso la Kohler Health lo ha fatto rendendo disponibile un dispositivo di tutto rispetto che molti consumatori hanno già messo nel carrello.

Dekoda non è un lusso alla portata di tutti. Al pari di un gioiello, la videocamera per il WC si può acquistare per 599 dollari, ma potrebbe ripagare ampiamente in termini di salute. Si tratta infatti, di un apparecchio studiato per analizzare quanto prodotto dall’organismo al fine di individuare potenziali fattori di rischio.
L’oggetto si aggancia al bordo della tazza e, attraverso le immagini catturate dall’inquadratura, è in grado di valutare lo stato di idratazione e il funzionamento dell’intestino. È programmato inoltre, per individuare tracce di sangue sospette, che in molti casi possono essere sintomi di patologie trascurate.
La batteria interna viene ricaricata tramite USB e l’attivazione avviene tramite un sensore di impronte digitali, che permette di riconoscere l’utilizzatore del water. Passaggio importante per la raccolta di informazioni, che vengono poi trasferite in tempo reale sull’applicazione mobile.
Dekoda dunque, contro ogni possibile ironia, si presenta come uno strumento potenzialmente efficace nel prevenire problematiche sanitarie anche serie. All’acquisto del dispositivo bisogna associare l’abbonamento al servizio di analisi, che può avere un costo mensile variabile tra 70 e 156 dollari.
La privacy potrebbe essere un motivo di perplessità per chi si accinge all’uso di Dekoda. Dubbi legittimi che l’azienda ci ha tenuto a fugare sostenendo che l’apparecchio si avvale della crittografia end-to-end e che, in nessun caso, inquadra con la sua videocamera parti del corpo. “L’occhio” infatti, è rivolto unicamente verso il basso.












