Acquisti più evoluti

MRO, il procurement in Italia cambia volto

Il procurement MRO evolve: più digitale, più strategico e sempre più orientato al valore, nonostante budget ridotti e processi complessi

di Redazione Innovami.news | 14 Novembre 2025
Foto: Ufficio Stampa

Il procurement dei materiali indiretti (MRO) in Italia sta attraversando una vera e propria trasformazione. Le imprese, spinte da vincoli economici e da un nuovo orientamento alla sostenibilità, investono su digitalizzazione, competenze e processi strutturati, riconoscendo all’ufficio acquisti un ruolo sempre più strategico.
Secondo la ricerca “Il Procurement dei materiali Indiretti in Italia 2025”, promossa da RS Italia e ADACI in collaborazione con l’Università Europea di Roma, il 74% delle aziende considera la digitalizzazione una priorità, mentre 2 imprese su 3 individuano l’ufficio acquisti come referente principale per gli approvvigionamenti MRO.

Il ruolo crescente della digitalizzazione

L’indagine mostra un settore in evoluzione: il 73% delle aziende utilizza sistemi informativi integrati, il 60% piattaforme di e-procurement, mentre l’intelligenza artificiale si affaccia nel processo d’acquisto, con un 20% di imprese che già ne sperimentano l’uso.
Le fasi più digitalizzate sono la fatturazione (77%), la quotazione prezzi (66%) e l’invio delle offerte (61%). Tuttavia, la principale barriera resta la mancanza di una strategia di investimento dedicata (64%).

Foto: Ufficio Stampa

AI e competenze: le nuove frontiere

L’Intelligenza Artificiale inizia a trasformare anche il procurement, ma la strada è ancora lunga: solo un’impresa su cinque ha già una strategia dedicata. Gli ambiti più promettenti riguardano la previsione della domanda, la gestione scorte e la misurazione dell’impatto ambientale.
“Questi dati raccontano un cambiamento che richiede investimenti mirati e visione sistemica”, spiega Emanuela Delbufalo, docente dell’Università Europea di Roma. “La tecnologia può diventare un acceleratore di sostenibilità e competitività”.

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Verso un modello più collaborativo

La ricerca segnala una maggiore consapevolezza del valore delle relazioni di fornitura. Oltre l’80% delle aziende stipula accordi di lungo periodo, puntando su fornitori affidabili e sostenibili.
Le imprese privilegiano packaging ecologici (64%), uso di rinnovabili (54%) e fornitori locali (64%). Tuttavia, solo il 37% coinvolge i fornitori nei processi decisionali, un dato che mostra margini di miglioramento nella collaborazione.

Foto: Ufficio Stampa

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Un procurement sempre più strategico

La funzione acquisti evolve da centro di costo a motore di innovazione e valore, con metriche che superano il mero saving per includere efficienza, ESG e cost avoidance.
Come sottolinea Massimiliano Rottoli, Managing Director di RS Italia: “Il procurement MRO non è più una funzione periferica. È una leva di resilienza e sostenibilità, capace di trasformare complessità e vincoli in risultati misurabili”.

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