
I pannelli fotovoltaici trasformano l’energia solare in elettricità pulita, contribuendo alla riduzione delle emissioni e favorendo una transizione energetica sostenibile. La diffusione dei pannelli fotovoltaici cresce rapidamente, garantendo risparmio economico, indipendenza energetica e un impatto positivo sull’ambiente grazie al riciclo dei materiali.
Secondo Erion WEEE, il sistema collettivo italiano per la gestione dei rifiuti elettronici, lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici non incentivati rischia di collassare. La denuncia si basa su uno studio del Laboratorio Ref Ricerche, che evidenzia come l’attuale modello economico non sia sufficiente a coprire i costi futuri.
Pannelli solari da smaltire, il sistema raggiunge il limite
Il finanziamento deriva da un contributo versato dai produttori per ogni pannello immesso sul mercato, ma la concorrenza ha ridotto l’importo a circa 1 euro. Una cifra considerata del tutto inadeguata per sostenere trasporto, trattamento e riciclo dei moduli, soprattutto in vista della crescita esponenziale prevista.

Alla fine del 2021 erano installati in Italia circa 20 milioni di pannelli non incentivati, un numero destinato ad aumentare rapidamente negli anni successivi. Nel triennio 2022-2024 se ne sono aggiunti altri 28 milioni, e ulteriori 49 milioni entreranno in funzione nei prossimi tre anni.
Entro il 2050 la quantità di pannelli a fine vita crescerà vertiginosamente: dai 427.000 moduli attesi in dismissione nel 2025 a oltre 12 milioni l’anno. Questo significa 264.000 tonnellate di RAEE fotovoltaici da trattare, un volume che mette seriamente alla prova la capacità del sistema nazionale.
Secondo Erion, i trust dei consorzi RAEE dispongono già di risorse complessive importanti, ma il contributo per pannello non basterà a coprire i costi. Il rischio concreto è l’esportazione dei rifiuti verso Paesi privi di impianti adeguati, oppure l’abbandono nell’ambiente con gravi conseguenze.
In questo scenario verrebbero persi materiali strategici come vetro, alluminio, silicio e argento, fondamentali per l’economia circolare e la sostenibilità. Una deriva che contrasterebbe con le norme europee sulla responsabilità estesa del produttore e frenerebbe lo sviluppo di una filiera nazionale del riciclo.
Per uscire dall’impasse, Erion propone di adottare anche per i pannelli fotovoltaici il modello di finanziamento “generazionale” già applicato ad altri RAEE. In questo sistema i costi del fine vita vengono ripartiti anno per anno tra i produttori presenti sul mercato, proporzionalmente ai volumi venduti.
Un meccanismo che garantirebbe maggiore stabilità e copertura, anche nel caso di aziende che dovessero scomparire nel tempo. Il tema arriva in un momento decisivo, perché la Legge di Delegazione Europea 2024 chiede di rivedere la normativa nazionale sui moduli fotovoltaici.
Come avverte Giorgio Arienti, direttore generale di Erion WEEE, il sistema impiantistico nazionale si sta preparando ad accogliere volumi crescenti di pannelli. Grazie agli investimenti del PNRR, la capacità di trattamento aumenterà, ma senza un modello di finanziamento adeguato il rischio di una bolla pronta a scoppiare rimane concreto.













