Caldaie a gas, stop europeo saltato: perché per i consumatori è un colpo durissimo

La recente decisione della Commissione Europea di rivedere la normativa sulle caldaie a gas segna un significativo passo indietro.

di Christian Camberini | 10 Dicembre 2025
Caldaie a gas, brutte notizie (www.innovami.news)

La recente decisione della Commissione Europea di rivedere la normativa sulle caldaie a gas segna un significativo passo indietro rispetto agli obiettivi climatici e di efficienza energetica fissati solo pochi anni fa. Dopo un iniziale tentativo di mettere al bando la produzione e la vendita di caldaie a gas entro il 2029, la nuova bozza di regolamento EcoDesign consente infatti la loro installazione anche oltre quella data, un cambiamento che potrebbe rallentare la transizione verso soluzioni più sostenibili come le pompe di calore.

Il dietrofront europeo sulle caldaie a gas

Nel 2023, la Commissione aveva proposto un divieto totale alla commercializzazione di caldaie a gas, comprese quelle a condensazione più efficienti, da applicare entro la fine del 2029. Questo avrebbe imposto anche un piano di dismissione graduale degli impianti esistenti, da completare entro il 2040, in linea con la direttiva europea EPBD (Energy Performance of Buildings) che mira a eliminare l’uso diretto di combustibili fossili per il riscaldamento domestico e degli edifici commerciali.

Tuttavia, nella bozza di regolamento attualmente in consultazione fino al 23 gennaio 2026, i parametri di efficienza energetica minima obbligatoria sono stati abbassati, tornando a livelli paragonabili a quelli di vent’anni fa. Questo cambiamento permette non solo la vendita delle caldaie a condensazione attuali, ma anche di quelle più vecchie, nonostante molte amministrazioni locali le abbiano già vietate. Tale scelta appare in netto contrasto con gli impegni europei per la decarbonizzazione e rappresenta un rallentamento nell’adozione di tecnologie più pulite.

L’Italia si trova in una posizione complicata. Da un lato, ha eliminato a partire dal 2025 le detrazioni fiscali per le caldaie a gas a condensazione, in linea con il divieto europeo di incentivare l’acquisto di questi sistemi. Dall’altro, ha mantenuto le agevolazioni del conto termico, consentendo così una forma di sostegno economico ancora attiva, situazione che ha portato a un’apertura da parte della Commissione UE di una procedura di infrazione contro l’Italia, insieme ad altri paesi come Estonia e Ungheria, per inadempienze nel rispetto della normativa sull’efficienza energetica.

Il principale problema per le famiglie e le imprese riguarda il costo comparato tra il gas e l’elettricità. Le pompe di calore, che utilizzano elettricità e rappresentano una soluzione più sostenibile e a lungo termine efficiente, sono penalizzate da una tassazione elevata sull’elettricità che ne riduce la convenienza economica rispetto alle caldaie a gas. Questo squilibrio fiscale rallenta la diffusione di tecnologie più rispettose dell’ambiente.

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