
A partire dal 2026, il bollo auto in Italia subirà una profonda trasformazione che coinvolgerà scadenze, modalità di calcolo e criteri di esenzione, con un forte ruolo attribuito alle Regioni nella gestione del tributo. La riforma fiscale, contenuta nel 17° decreto attuativo, mira a rendere più efficiente, trasparente e sostenibile il sistema di tassazione automobilistica, con l’introduzione di scadenze personalizzate, pagamenti digitali obbligatori e un’attenzione particolare ai veicoli a basso impatto ambientale.
Nuove regole per il pagamento e scadenze personalizzate
Dal 1° gennaio 2026, il pagamento del bollo auto non seguirà più la tradizionale scadenza fissa annuale, ma verrà calcolato sulla base del mese di immatricolazione del veicolo. Per esempio, un veicolo immatricolato a maggio dovrà versare il tributo entro la fine di giugno di ogni anno. Questa novità, che elimina la frammentazione regionale delle scadenze, richiede agli automobilisti di monitorare attentamente la propria data di pagamento, usufruendo dei servizi digitali messi a disposizione da Regioni e Automobile Club d’Italia (ACI), come notifiche via email o SMS.

Il pagamento dovrà essere effettuato esclusivamente tramite canali tracciabili quali PagoPA, app IO, home banking o presso punti autorizzati come tabaccherie e sportelli ACI, con l’abbandono definitivo dei bollettini cartacei. L’associazione del tributo alla targa sarà garantita dall’Archivio Nazionale delle Tasse Automobilistiche (ANTA), che faciliterà i controlli e le notifiche tempestive.
Uno degli elementi di maggiore novità riguarda l’abolizione della rateizzazione: il bollo dovrà essere pagato in un’unica soluzione annuale. Solo per specifici casi, come le flotte aziendali, le Regioni potranno concedere deroghe per pagamenti quadrimestrali.
Veicoli elettrici: godono di esenzione totale dal bollo per almeno cinque anni nella maggior parte delle Regioni, con alcune come Lombardia e Piemonte che offrono l’esenzione a tempo indeterminato. Questa agevolazione riguarda veicoli registrati per uso personale.
Auto ibride: sono previste riduzioni o esenzioni temporanee, generalmente da 3 a 5 anni, ma con condizioni che variano da Regione a Regione.
Veicoli storici ultra-trentennali: possono usufruire di una tassa ridotta, spesso simbolica (esempio: 10 euro annui), a condizione che siano iscritti in registri riconosciuti ufficialmente.
Persone con disabilità: l’esenzione totale è garantita ai veicoli intestati a persone con disabilità riconosciuta ai sensi della legge 104/1992, estendendosi anche ai mezzi intestati ai familiari che prestano assistenza.
ONLUS e associazioni di volontariato: beneficiano di sconti o esenzioni, con modalità e importi differenziati a livello regionale.
Una novità sostanziale riguarda l’estensione automatica delle esenzioni ai titolari di redditi bassi, con parametri ISEE che saranno definiti dalle Regioni. Tale misura, introdotta dalla legge di bilancio 2026, si applicherà ai veicoli immatricolati dal 2022 in poi. Inoltre, il piano di incentivi per la mobilità sostenibile prevede ulteriori sconti per chi sceglie di convertire il proprio veicolo verso trazioni elettriche o ibride, con modalità regionali calibrate sulle risorse disponibili e gli obiettivi ambientali locali.













