
In un contesto globale segnato da una crescita accelerata della digitalizzazione e da una domanda energetica sempre più pressante, la sostenibilità digitale diventa una priorità strategica per imprese e istituzioni.
I data center e le infrastrutture IT sono oggi motori indispensabili dell’innovazione, ma anche tra i principali responsabili dei consumi energetici e dell’impatto ambientale del digitale.
Allo stesso tempo, la loro espansione è cruciale per la competitività economica. In Italia la data economy vale circa 60 miliardi di euro e potrebbe superare i 200 miliardi entro il 2030, posizionando il Paese come quarta economia digitale in Europa.
Data center e consumo energetico: numeri in crescita
Secondo il report Data Center Power Demand di Goldman Sachs, il consumo globale di energia elettrica dei data center crescerà del 175% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2023.
Un’accelerazione superiore alle stime precedenti, trainata soprattutto dall’espansione del cloud e dall’adozione su larga scala dell’intelligenza artificiale.
Già nel 2023, i data center consumavano oltre 400 TWh a livello globale. Entro il 2030, il dato potrebbe superare 1.100 TWh, avvicinandosi ai consumi energetici di interi Paesi industrializzati.
Anche il Boston Consulting Group conferma il trend: la domanda di energia legata all’AI nei data center crescerà di circa il 16% all’anno fino al 2028.
Il caso italiano: infrastrutture sotto pressione
In Italia il fenomeno è particolarmente evidente. Secondo i dati Terna, tra la fine del 2024 e giugno 2025 le richieste di connessione di nuovi data center alla rete sono passate da 30 a 50 gigawatt in soli sei mesi.
Un aumento legato non solo ai carichi computazionali dell’AI, ma anche alla crescita di cloud, Internet of Things e servizi digitali avanzati.
Questa accelerazione impone un equilibrio delicato tra sviluppo infrastrutturale, disponibilità energetica e governance territoriale, per evitare che la crescita tecnologica si traduca in impatti ambientali non più sostenibili.

Efficienza, flessibilità e Green IT
Per ridurre l’impronta energetica del digitale, le aziende stanno adottando strategie sempre più articolate:
- utilizzo di acceleratori dedicati
- digital twin per ottimizzare i carichi
- distribuzione geografica dei workload
- sistemi di recupero del calore
Le leve chiave restano tre: ottimizzare i consumi, ridurre gli sprechi e massimizzare l’efficienza delle infrastrutture.
In questo scenario, soluzioni compatte, modulari e ad alto rendimento diventano fondamentali per una strategia di Green IT. Oggi le scelte tecnologiche non sono guidate solo dalle prestazioni, ma anche da efficienza energetica, riduzione delle emissioni e minore ingombro fisico.
La visione di Infinidat
“La sostenibilità non è più un’opzione, ma una necessità per ogni azienda che voglia crescere in modo responsabile e duraturo”, spiega Donato Ceccomancini, Country Manager Infinidat Italia.
Secondo Ceccomancini, la vera sfida è coniugare l’aumento esponenziale dei dati e delle prestazioni richieste con la riduzione di consumi, emissioni e complessità operative.
Infinidat lavora da anni su questo equilibrio, sviluppando soluzioni di storage che puntano su efficienza energetica, ottimizzazione dello spazio fisico ed estensione del ciclo di vita delle infrastrutture.

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InfiniBox® G4: prestazioni e sostenibilità
La nuova famiglia InfiniBox® G4 rappresenta un passo concreto in questa direzione. I sistemi sono progettati per garantire prestazioni enterprise e disponibilità del 100%, riducendo allo stesso tempo consumi energetici e ingombro dei rack.
Un’architettura compatta e all-flash consente di abbattere le esigenze di raffreddamento, ridurre i costi operativi e contribuire alla diminuzione delle emissioni.
“Con InfiniBox® G4 vogliamo offrire alle imprese una piattaforma che unisca prestazioni, sicurezza e sostenibilità”, conclude Ceccomancini. “Un modello di data center in cui l’innovazione non è solo velocità e potenza, ma anche equilibrio e responsabilità”.
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