Plastica, allarme totale: 90mila motivi per dire addio alle bottiglie usa e getta

Una nuova ricerca rivela i rischi per la salute legati alle microplastiche ingerite tramite l’acqua in bottiglia e denuncia l’impatto ambientale sulle isole Phi Phi

di Clarissa Missarelli | 5 Gennaio 2026
La plastica fa male? - Innovami.news

Le isole Phi Phi, gioielli del Mare delle Andamane in Thailandia, conosciute mondialmente per la loro bellezza incontaminata e per aver ospitato il set del film The Beach con Leonardo DiCaprio, sono oggi teatro di una drammatica emergenza ambientale legata all’inquinamento da plastica, in particolare dalle bottiglie monouso. A lanciare un allarme globale è la ricerca della dottoranda canadese Sarah Sajedi, che ha approfondito gli effetti delle microplastiche contenute nelle bottiglie di plastica sull’organismo umano, evidenziando rischi finora poco considerati.

La plastica invade le spiagge paradisiache delle Phi Phi

Durante una vacanza alle isole Phi Phi, Sajedi si è trovata di fronte a un’immagine sconvolgente: la spiaggia di sabbia bianca, simbolo di un paradiso naturale, ricoperta da rifiuti plastici, principalmente bottiglie. Questo scenario ha spinto la ricercatrice a dedicarsi allo studio delle microplastiche e dei loro effetti sulla salute.

Le isole, tra le mete più ambite del turismo thailandese, sono costituite da due isole principali – Phi Phi Don e Phi Phi Leh – e da numerosi isolotti minori. Nonostante la loro fama e bellezza, come emerge anche dalle recenti analisi di sostenibilità ambientale, la pressione turistica e l’abuso di prodotti usa e getta hanno creato una crisi ecologica latente ma grave.

Sarah Sajedi, attualmente dottoranda all’Università Concordia di Montreal, ha rivisitato oltre 140 studi scientifici per quantificare l’impatto delle microplastiche ingerite dall’uomo, con particolare attenzione a chi consuma abitualmente acqua in bottiglia. Secondo la sua ricerca pubblicata sul Journal of Hazardous Materials, una persona ingerisce mediamente tra 39.000 e 52.000 particelle di microplastiche all’anno attraverso cibo e acqua potabile. Chi invece beve quotidianamente da bottiglie di plastica, ne assume quasi 90.000 in più, un dato che preoccupa per le conseguenze sulla salute a lungo termine.

bottiglia di plastica inquinamento

Plastica: rischi per l’ambiente e la salute – Innovami.news

Le microplastiche sono frammenti di plastica di dimensioni che variano da un micrometro fino a cinque millimetri, mentre le nanoplastiche sono ancora più piccole, inferiori a un micrometro. Queste particelle si generano durante tutto il ciclo di vita delle bottiglie – dalla produzione, allo stoccaggio, al trasporto, fino alla loro degradazione – e sono invisibili a occhio nudo.

La plastica di bassa qualità, spesso utilizzata per le bottiglie usa e getta, tende a rilasciare queste particelle microscopiche quando esposta a luce solare, variazioni di temperatura o stress meccanici. A differenza di altre microplastiche che penetrano nell’organismo attraverso la catena alimentare, quelle delle bottiglie vengono ingerite direttamente con l’acqua potabile, aumentando l’esposizione.

Una volta assorbite, le microplastiche possono attraversare le barriere biologiche, entrare nel flusso sanguigno e raggiungere organi vitali. La loro presenza nel corpo può provocare una risposta infiammatoria cronica e stress ossidativo cellulare, condizioni che possono alterare il sistema endocrino, compromettere la fertilità, danneggiare il sistema nervoso e sono state associate allo sviluppo di diversi tipi di tumore.

Nonostante l’allarme, gli effetti a lungo termine restano ancora incerti a causa della mancanza di studi su larga scala e della difficoltà tecnica nel rilevare e quantificare con precisione le micro e nanoplastiche. Gli strumenti più avanzati per l’analisi sono costosi e non sempre accessibili, limitando la capacità della comunità scientifica di condurre indagini uniformi e standardizzate.

A livello globale, mentre si moltiplicano le iniziative per limitare l’uso di plastica monouso – come sacchetti, cannucce e imballaggi – le norme sulle bottiglie di plastica restano ancora poco sviluppate e scarsamente applicate. Eppure, l’inquinamento da plastica non è solo un problema ambientale, ma anche di salute pubblica, considerando che l’accesso a un’acqua potabile sicura è un diritto fondamentale.

Sarah Sajedi sottolinea con forza che l’utilizzo di bottiglie di plastica dovrebbe essere limitato alle emergenze, e non rappresentare una scelta di routine. «Il problema non è la tossicità acuta, ma quella cronica», avverte, evidenziando come l’educazione e la consapevolezza siano le armi più efficaci per contrastare questa minaccia invisibile ma pervasiva.

Change privacy settings
×