
La Banca Centrale Europea (BCE) ha ufficialmente dato il via alla fase di sviluppo tecnico dell’euro digitale, dopo la conclusione positiva della fase preparatoria avviata nel novembre 2023. L’obiettivo dichiarato è quello di lanciare la prima emissione di questa nuova forma di valuta digitale entro il 2029, segnando una svolta epocale nel panorama dei pagamenti e rafforzando la sovranità monetaria europea in un contesto globale sempre più digitale e competitivo.
La transizione dall’idea all’implementazione dell’euro digitale
Il 30 ottobre 2025, la BCE ha annunciato il passaggio alla fase successiva del progetto sull’euro digitale, una decisione che conferma l’impegno dell’Eurosistema nel realizzare una valuta digitale di banca centrale (CBDC) che fungerà da complemento al contante tradizionale. Christine Lagarde, presidente della BCE, ha sottolineato come l’euro digitale sarà «la forma più tangibile dell’euro, adeguata ai bisogni futuri, garantendo la libertà di scelta degli europei, la privacy e la sicurezza economica».
L’attenzione ora si concentra sulla definizione dell’architettura tecnologica che sorreggerà questa moneta digitale: il processo include la selezione dei fornitori, la predisposizione di sistemi di pagamento uniformi e la definizione di un rulebook, ossia un insieme di regole e standard operativi comuni per i prestatori di servizi di pagamento. Durante la fase preparatoria, la BCE ha già selezionato cinque fornitori tramite gara per sviluppare le componenti principali della piattaforma, mentre circa settanta operatori tra banche, fintech e esercenti hanno contribuito alla progettazione e sperimentazione delle interfacce.
Una caratteristica cruciale dell’euro digitale sarà la sua accessibilità universale: dovrà essere utilizzabile anche da persone con disabilità o con competenze digitali limitate e garantire la possibilità di effettuare pagamenti offline in situazioni particolari. Se il regolamento europeo sarà approvato nel 2026, si prevede una fase pilota nella seconda metà del 2027, per poi procedere con l’emissione ufficiale nel 2029.

Euro digitale: news 2026 – nnovami.news
L’euro digitale non mira a sostituire il contante, ma a coesistere con esso, offrendo un mezzo di pagamento pubblico, sicuro e accessibile a tutti i cittadini dell’area euro. Nel 2024, infatti, il contante rappresenta circa il 24% delle operazioni quotidiane, mentre la maggior parte delle transazioni avviene tramite strumenti digitali. Questo scenario evidenzia una criticità: quasi due terzi delle transazioni con carta passano attraverso circuiti extra-europei come Visa e Mastercard, mentre le piattaforme europee rimangono prevalentemente nazionali e frammentate.
L’euro digitale si propone quindi di colmare questo gap, offrendo un sistema di pagamento digitale pubblico, affidabile, con un’attenzione particolare alla tutela della privacy e alla sicurezza. Tra gli obiettivi principali figurano la salvaguardia della sovranità monetaria europea, la riduzione della dipendenza da operatori esterni, il rafforzamento della concorrenza e della resilienza del sistema dei pagamenti, nonché la garanzia di un accesso inclusivo e uniforme.
Tuttavia, il progetto comporta sfide significative: la definizione di una normativa europea condivisa, l’adeguamento tecnico di banche e operatori, la regolamentazione di aspetti delicati come i limiti di detenzione dell’euro digitale, l’accettazione come corso legale e l’interoperabilità paneuropea.
Nel percorso verso l’emissione dell’euro digitale, le infrastrutture collaborative rappresentano un elemento chiave per garantire efficienza e contenimento dei costi. Un esempio virtuoso è fornito dalla piattaforma Cbi Globe, attiva dal 2019, che ha permesso alla comunità finanziaria italiana di ridurre del 40% i costi di compliance alla normativa PSD2 grazie a una connettività condivisa tra le banche.
Cbi, società consortile con circa trent’anni di esperienza, si sta evolvendo verso un modello data-driven, offrendo strumenti avanzati per l’analisi dei dati e la gestione dei flussi finanziari, con una base di transazioni quotidiane riconducibili a circa 3 milioni di imprese. La sua esperienza sarà fondamentale per assicurare l’interoperabilità tra conti in euro tradizionale e l’euro digitale, soprattutto in ambito di cash management aziendale.
La sicurezza rimane un pilastro centrale del nuovo ecosistema di pagamenti. Dopo l’entrata in vigore della Instant Payment Regulation, che ha introdotto la Verification of Payee per ridurre errori e frodi, si registra un intenso utilizzo del servizio Name Check di Cbi, con circa 5 milioni di verifiche giornaliere, il 15-20% delle quali provenienti da prestatori di servizi di pagamento di altri Paesi europei. Questo dimostra come la cooperazione europea stia già favorendo un sistema di pagamenti più sicuro e integrato.
L’euro digitale sarà uno strumento gratuito e universale, utilizzabile per transazioni sia online che nei negozi fisici, ovunque nell’area euro. Sarà possibile effettuare pagamenti istantanei tramite smartphone o carta, senza necessità di connessione internet, garantendo così continuità anche in caso di interruzioni dei sistemi tradizionali.













