Salute proattiva

Longevità e prevenzione: il Percorso Longevity di Cerba HealthCare per una salute proattiva

Il sondaggio di Cerba HealthCare Italia evidenzia l’interesse per la longevità come qualità della vita, ma pochi seguono la prevenzione. Il Percorso Longevity integra biomarcatori e AI per una medicina proattiva e personalizzata

di Redazione Innovami.news | 2 Marzo 2026
Foto: Pexels

La longevità per gli italiani non è solo questione di vivere più a lungo, ma di vivere meglio, in salute. È quanto emerge dal sondaggio Longevità e salute attiva in Italia condotto da Cerba HealthCare Italia, che ha coinvolto un campione di 1.000 cittadini rappresentativi della popolazione nazionale. Mentre la prevenzione è ormai un valore ampiamente riconosciuto, la sua applicazione concreta nella vita quotidiana resta un obiettivo ancora lontano.

Longevità come qualità della vita

Secondo il sondaggio, il 57,3% degli italiani associa la longevità prima di tutto alla qualità della vita, intesa come uno stato di salute ottimale. Solo una minoranza, il 29,2%, considera la longevità come la semplice durata della vita. Questo dato riflette una visione moderna e consapevole della salute, in cui l’aspetto qualitativo prevale su quello puramente quantitativo.

Il 70,3% degli intervistati concorda sul fatto che la prevenzione sia una scelta personale. Tuttavia, la consapevolezza non si traduce ancora in abitudini concrete. Nonostante il 90,2% dei partecipanti riconosca l’importanza della prevenzione, solo una piccola parte della popolazione, il 23,5%, effettua controlli periodici regolari. Il restante 43,8% si sottopone a controlli solo sporadicamente, mentre il 29,6% si limita a farlo solo quando insorgono sintomi evidenti.

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La generazione under 35: un divario preoccupante

Il divario generazionale è una delle principali criticità emerse dal sondaggio. Tra i giovani adulti sotto i 35 anni, solo il 7,6% si sottopone a controlli regolari, un dato ben lontano dal 63,3% registrato tra gli over 65. Questo gap indica una mancanza di cultura della prevenzione tra i più giovani, che potrebbe essere legata a una scarsa percezione del rischio o a un’inadeguata informazione sui benefici di uno stile di vita preventivo.

Prevenzione e tecnologia: il Percorso Longevity

Stefano Massaro, CEO di Cerba HealthCare Italia, commenta il dato positivo emerso dal sondaggio, sottolineando come gli italiani abbiano ormai interiorizzato il concetto che la longevità è direttamente legata alla qualità della vita. Tuttavia, per passare dalla consapevolezza all’azione, è necessario adottare un modello di prevenzione che sia facilmente accessibile, misurabile e supportato da dati scientifici.

Per rispondere a questa esigenza, Cerba HealthCare Italia ha lanciato il Percorso Longevity, un programma che integra biomarcatori, competenze cliniche e l’uso dell’intelligenza artificiale per guidare gli individui verso una salute proattiva. Questo approccio consente di monitorare e analizzare lo stato di salute in tempo reale, anticipando possibili problematiche prima che si manifestino, grazie a un sistema di prevenzione basato su dati concreti.

Foto: Ufficio Stampa

La difficoltà di affidarsi a fonti affidabili

Un altro aspetto interessante che emerge dal sondaggio riguarda le fonti di informazione. Solo il 30,5% degli italiani si affida principalmente a medici e professionisti sanitari per le informazioni sulla salute, mentre una quota crescente, 41,2%, consulta internet e social media. Questo dato evidenzia un cambiamento nelle abitudini informative, con la salute che, sempre più, viene discussa e condivisa online. Tuttavia, la sfida sta nel garantire che queste informazioni siano accurate e scientificamente valide.

Intelligenza artificiale e medicina proattiva

L’intelligenza artificiale gioca un ruolo fondamentale in questa nuova visione della medicina. Cerba HealthCare Italia, in collaborazione con professionisti del settore, sta infatti utilizzando l’AI per analizzare dati complessi, migliorare la lettura dei biomarcatori e ottimizzare i percorsi di prevenzione. L’obiettivo è quello di rendere la medicina davvero proattiva: anticipare i problemi di salute prima che si manifestino, attraverso un monitoraggio costante e una personalizzazione dei trattamenti.

“L’intelligenza artificiale è il passo decisivo per la medicina del futuro”, afferma Massaro. “Non si tratta solo di raccogliere dati, ma di utilizzarli in modo intelligente, per agire tempestivamente e migliorare la qualità della vita. Solo così possiamo costruire un sistema di salute che non si limiti a curare, ma che prevenga e protegga”.

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Un futuro di longevità e prevenzione

In sintesi, gli italiani sembrano avere una chiara visione di ciò che vogliono dalla longevità: non solo vivere più a lungo, ma farlo in salute e con qualità. Il percorso verso una prevenzione più efficace e proattiva passa per un cambiamento culturale, supportato da dati scientifici e tecnologie avanzate. L’introduzione di modelli innovativi come il Percorso Longevity, che integra biomarcatori e AI, potrebbe rappresentare la chiave per rendere la prevenzione una pratica quotidiana e accessibile a tutti.

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