
L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più nelle abitudini degli italiani, anche quando si parla di viaggi. Ma quanto incide davvero nelle scelte? Una recente ricerca mostra un equilibrio interessante: se da un lato l’AI semplifica e velocizza la pianificazione, dall’altro il rapporto umano resta ancora centrale, soprattutto nei momenti decisionali più complessi.
L’intelligenza artificiale cambia il turismo, ma non sostituisce l’esperienza
Nel settore dei viaggi, l’intelligenza artificiale sta emergendo come uno strumento sempre più diffuso, ma non ancora dominante. Secondo una ricerca condotta da Evaneos, solo il 29% degli italiani utilizza chatbot per pianificare le proprie vacanze. Un dato che evidenzia un cambiamento in corso, ma anche una forte resistenza legata al valore dell’esperienza umana.
Lo studio, basato su un campione di 1.000 italiani, mostra come l’adozione dell’AI sia influenzata da variabili sociali e familiari. Sono le famiglie con figli a guidare questo cambiamento, dimostrando maggiore apertura verso strumenti digitali per semplificare l’organizzazione dei viaggi.
Le famiglie trainano l’adozione dell’AI
Le famiglie rappresentano il segmento più dinamico nell’utilizzo dell’AI applicata al turismo. Il 35% dichiara di aver già utilizzato chatbot per pianificare viaggi, rispetto al 22% di coppie senza figli e single. Questa maggiore propensione è legata a un fattore concreto: il carico mentale. Il 28% delle famiglie percepisce la pianificazione come un’attività complessa e stressante, e vede nell’AI un alleato utile per ridurre tempi e fatica. L’intelligenza artificiale diventa quindi uno strumento pratico, capace di ottimizzare processi e semplificare decisioni, soprattutto in contesti familiari dove il tempo è una risorsa limitata.

Efficienza e velocità: i principali vantaggi dell’AI
Tra le motivazioni principali che spingono gli italiani a utilizzare l’AI, sono evidenti il risparmio di tempo, (42%), la possibilità di ottenere rapidamente una panoramica delle offerte (34%) e l’ispirazione per nuove idee di viaggio (33%). Tuttavia, l’adozione non è priva di criticità. Il 71% degli intervistati dichiara di sentire il bisogno di verificare le informazioni generate dall’intelligenza artificiale. Questo dato evidenzia un limite importante: la fiducia nei sistemi automatizzati non è ancora pienamente consolidata. L’AI viene percepita come uno strumento utile, ma non completamente affidabile senza un controllo umano.
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Il prezzo come leva decisiva
Un altro elemento chiave è il fattore economico. Il 66% degli italiani considera il prezzo decisivo nella scelta tra AI e consulenza umana, con una sensibilità ancora più marcata tra le famiglie (73%). La gratuità o il basso costo delle soluzioni basate su AI rappresenta un vantaggio competitivo significativo, soprattutto in un contesto economico in cui i consumatori cercano di ottimizzare le spese. Questo aspetto contribuisce ad accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale, rendendola una scelta sempre più accessibile.
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La fiducia resta umana: consulenti di viaggio vs Intelligenza Artificiale
Nonostante i vantaggi, la fiducia continua ad avere un volto umano. Le principali barriere all’utilizzo dell’AI riguardano l’affidabilità delle informazioni (44%), l’assenza di responsabilità in caso di errori (36%) e la protezione dei dati personali (29%). Non sorprende che il 60% degli italiani preferisca ancora affidarsi a un consulente di viaggio esperto, soprattutto per decisioni complesse. La componente relazionale, la capacità di interpretare bisogni specifici e la sicurezza percepita restano elementi difficilmente replicabili da un algoritmo.
Verso un modello ibrido del viaggio
La ricerca evidenzia una chiara divisione dei ruoli tra tecnologia e competenze umane. L’AI viene preferita per attività operative e veloci, come ricerca di informazioni (60%) e confronto dei prezzi (66%). Gli esperti umani, invece, restano fondamentali per ambiti più complessi, come sicurezza (84%), assicurazioni e aspetti legali (76%) e progettazione di itinerari articolati (64%).
Il futuro del turismo sembra orientato verso un modello ibrido. Il 36% degli italiani prevede una coesistenza equilibrata tra AI e consulenti, mentre solo il 18% immagina un predominio dell’intelligenza artificiale.
È proprio in questa direzione che si muove Evaneos, proponendo un approccio che integra tecnologia e competenze locali per offrire esperienze più personalizzate e sostenibili. Come sottolinea Aurélie Sandler, Co-CEO dell’azienda: “L’intelligenza artificiale è un potente alleato. Ma nel viaggio la fiducia resta profondamente umana”.
Innovazione e sostenibilità nel turismo del futuro
Fondata nel 2009, Evaneos si distingue come piattaforma pioniera del turismo responsabile, basata sul concetto di “better trips”. Il modello dell’azienda punta a ridurre l’impatto ambientale e a favorire uno sviluppo economico locale, mettendo in contatto diretto i viaggiatori con esperti sul territorio. In un contesto in cui tecnologia e sostenibilità diventano sempre più centrali, l’integrazione tra AI e competenze umane rappresenta una delle sfide più rilevanti per il settore. Il messaggio è chiaro: l’innovazione non sostituisce l’uomo, ma lo affianca. E nel mondo dei viaggi, la fiducia resta – oggi più che mai – una questione profondamente umana.













