
In un momento in cui la transizione energetica è al centro delle agende globali, cresce l’urgenza di creare spazi di confronto concreti e inclusivi. Tra governi, organizzazioni e società civile, il dialogo si amplia per individuare soluzioni condivise capaci di accelerare l’uscita dai combustibili fossili e costruire un modello di sviluppo più sostenibile.
Santa Marta centro del dialogo internazionale sul clima
La transizione dai combustibili fossili entra nel vivo con un appuntamento chiave: la conferenza internazionale Transitioning Away from Fossil Fuels, in programma dal 24 al 29 aprile 2026 a Santa Marta, in Colombia. Tra i protagonisti anche la Fondazione Be the Hope, che parteciperà con i rappresentanti del progetto “Cambio io, cambia il mondo”, portando una visione orientata alla responsabilità individuale e collettiva.
La conferenza rappresenta il primo spazio globale interamente dedicato alla transizione dai combustibili fossili. Un momento che nasce con l’obiettivo di superare lo stallo dei negoziati internazionali legati alla United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC), il principale quadro di riferimento delle politiche climatiche globali.

Transizione energetica: un’agenda globale in evoluzione
L’evento si inserisce in un contesto internazionale sempre più urgente. La necessità di abbandonare progressivamente i combustibili fossili è ormai al centro del dibattito politico ed economico globale, ma le difficoltà nel trovare accordi condivisi rallentano il processo.
La conferenza di Santa Marta si propone come uno spazio alternativo e complementare alle tradizionali Conferenze delle Parti (COP), offrendo un luogo di confronto più dinamico e partecipativo. L’obiettivo è costruire un percorso concreto verso una transizione energetica equa, sostenibile e inclusiva.

Un programma tra società civile e istituzioni
Il summit si articolerà in due fasi principali. Dal 24 al 27 aprile saranno protagonisti i dialoghi autogestiti, che coinvolgeranno organizzazioni non governative, comunità locali, giovani, università e settore privato. Un momento di confronto aperto, pensato per raccogliere idee, proposte e visioni diverse. Il 28 e 29 aprile sarà invece il turno del segmento ministeriale e governativo, in cui le istituzioni avranno il compito di tradurre il confronto in linee operative e impegni concreti.
Tra gli obiettivi principali emergono la creazione di una “Coalition of the Willing”, una rete di Paesi e stakeholder pronti ad accelerare la transizione, la definizione di percorsi operativi per una transizione giusta e l’avvio di una struttura permanente di coordinamento. Un altro punto chiave sarà l’avvio di un processo continuativo che porterà a una seconda conferenza nel 2027, segno della volontà di costruire un percorso stabile nel tempo.
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Il ruolo della Fossil Fuel Treaty Initiative
La conferenza si inserisce anche nel percorso promosso dalla Fossil Fuel Treaty Initiative, una coalizione globale che sostiene la necessità di un trattato internazionale per l’eliminazione graduale dei combustibili fossili. L’obiettivo non è solo ridurre le emissioni, ma gestire una transizione equa che tenga conto delle implicazioni sociali, economiche e ambientali. Un approccio che punta a evitare disuguaglianze e a garantire che nessuna comunità venga lasciata indietro. In questo scenario, la conferenza di Santa Marta rappresenta un tassello fondamentale nel percorso verso la COP31, prevista in Turchia nel novembre 2026.
Be the Hope: responsabilità individuale e cambiamento globale
La partecipazione della Fondazione Be the Hope si distingue per un approccio che unisce dimensione globale e responsabilità personale. Il progetto “Cambio io, cambia il mondo” si basa su un principio semplice ma potente: il cambiamento collettivo parte dalle scelte individuali.
La fondazione, nata per volontà dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, promuove un modello di sviluppo basato su consapevolezza, impegno e trasformazione positiva. Il nome “Be the Hope” – “Sii la speranza” – rappresenta un invito all’azione. Non si tratta solo di partecipare a un evento internazionale, ma di contribuire attivamente alla costruzione di soluzioni, portando una prospettiva che integra etica, sostenibilità e partecipazione.

Verso una transizione giusta e condivisa
La conferenza di Santa Marta rappresenta un momento cruciale per il futuro della transizione energetica globale. In un contesto in cui le sfide climatiche richiedono risposte rapide e coordinate, iniziative come questa offrono nuove opportunità di dialogo e collaborazione. Il coinvolgimento di oltre mille organizzazioni della società civile, coordinate dalla Climate Action Network, dimostra quanto sia forte la volontà di costruire un percorso partecipativo e inclusivo.
La transizione dai combustibili fossili è una sfida culturale e sociale. Richiede visione, collaborazione e un impegno condiviso a tutti i livelli. Ed è proprio da qui che può nascere un nuovo modello di sviluppo: più sostenibile, più equo e più consapevole.
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