
In un panorama tecnologico sempre più distribuito tra cloud pubblici, data center interni ed edge computing, la capacità di avere piena visibilità sui sistemi sta diventando una delle sfide più importanti per le aziende. Oggi i workload di intelligenza artificiale generativa, i modelli di machine learning e le infrastrutture ibride aumentano ulteriormente il livello di complessità, rendendo insufficiente il monitoraggio IT. In questo contesto si inserisce la visione di Cloudera, secondo cui l’osservabilità deve diventare una funzionalità nativa dell’infrastruttura dati e non una soluzione aggiunta successivamente. Un approccio che punta a garantire controllo, affidabilità e capacità predittiva in ambienti sempre più complessi.
La crescente complessità degli ambienti hybrid cloud
Negli ultimi anni le infrastrutture digitali delle aziende sono diventate molto più complesse. Oggi i dati, le applicazioni e i servizi non si trovano più in un unico sistema centralizzato, ma sono distribuiti tra cloud pubblici, data center interni e ambienti edge. Quest’evoluzione ha reso sempre più difficile avere una visione chiara e completa di ciò che accade all’interno dell’intero ecosistema tecnologico. Secondo Cloudera, molte organizzazioni si scontrano con un vero e proprio “muro di visibilità”: ambienti frammentati che complicano il monitoraggio dei sistemi e la comprensione dei problemi reali.
I tradizionali strumenti di controllo, progettati per infrastrutture più semplici, oggi non bastano più. Limitarsi a rilevare anomalie o raccogliere dati non è sufficiente: le aziende hanno bisogno di una visione integrata e continua, capace di collegare tutti gli elementi dell’infrastruttura e offrire informazioni realmente utili.

L’impatto dell’intelligenza artificiale generativa
L’espansione dell’intelligenza artificiale generativa ha reso gli ambienti hybrid cloud ancora più articolati e difficili da gestire. I modelli AI di grandi dimensioni richiedono enormi quantità di dati e capacità di elaborazione distribuite tra più infrastrutture, creando ecosistemi tecnologici sempre più dinamici e interconnessi. Secondo Cloudera, senza una visione unificata dell’intera infrastruttura le aziende rischiano però di accorgersi dei problemi solo quando hanno un impatto concreto. In molti casi si riescono a vedere gli effetti di un malfunzionamento, ma non le cause che lo hanno generato. Questo può tradursi in rallentamenti, errori o criticità operative individuate troppo tardi, con conseguenze dirette sulle attività più importanti per il business. In un contesto sempre più guidato dall’AI, riuscire ad anticipare i problemi prima che si verifichino diventa un fattore strategico fondamentale.
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Perché l’osservabilità non può più essere un’aggiunta
Per anni molte aziende hanno gestito il monitoraggio dei sistemi attraverso strumenti esterni o soluzioni aggiunte successivamente all’infrastruttura. Secondo Cloudera questo modello non è più sufficiente. Fabio Pascali, Regional Vice President Italy, Greece & Cyprus di Cloudera, spiega che la vera osservabilità va oltre il semplice monitoraggio tecnico. Serve un sistema integrato di log, metriche e tracciamenti capace di offrire informazioni chiare, utili e realmente utilizzabili lungo tutta l’infrastruttura dati. Per questo motivo Cloudera sostiene che l’osservabilità debba essere progettata fin dall’inizio come parte integrante della piattaforma dati. Solo in questo modo è possibile avere una visione unificata e comprendere in tempo reale cosa accade nei diversi ambienti distribuiti.
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La proposta di Cloudera tra OpenTelemetry e AI
La strategia di Cloudera si basa su un modello di osservabilità nativa sviluppato anche attraverso OpenTelemetry, framework open source dedicato al monitoraggio degli ambienti digitali complessi. L’obiettivo è creare una visione unificata dei dati tra infrastrutture on-premise, cloud pubblici ed edge.
Secondo l’azienda, questo approccio consente di anticipare anomalie e criticità prima che abbiano un impatto concreto sulle attività aziendali. La soluzione si integra inoltre con Cloudera Cloud Factory, supportando la gestione di ecosistemi hybrid cloud e workload AI sempre più avanzati.

Le implicazioni per le aziende italiane
Per le aziende italiane che stanno accelerando il percorso di trasformazione digitale, l’osservabilità sta diventando un elemento sempre più strategico. L’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale, ambienti multi-cloud e infrastrutture distribuite richiede livelli di controllo e monitoraggio molto più avanzati rispetto al passato. La questione non riguarda solo le performance tecnologiche, ma anche sicurezza, governance dei dati e conformità normativa.
Disporre di una visione chiara e completa dei sistemi permette alle imprese di gestire meglio i rischi, intervenire più rapidamente in caso di problemi e garantire maggiore affidabilità operativa. In questo contesto, modelli come quello proposto da Cloudera mostrano come l’osservabilità stia evolvendo da semplice funzione tecnica a componente centrale delle infrastrutture digitali moderne, soprattutto in ecosistemi sempre più distribuiti e guidati dall’intelligenza artificiale.
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