Mobilità solidale

Mobilità solidale: il modello Pulmino Amico dimostra come la sostenibilità possa diventare un servizio per il territorio

A un anno dalla partenza, Pulmino Amico dimostra come la collaborazione tra imprese, volontariato e territorio possa trasformare la sostenibilità in un servizio concreto per anziani e persone fragili

di Redazione Innovami.news | 25 Giugno 2026
Foto: ufficio stampa

La sostenibilità d’impresa trova sempre più spesso applicazione in progetti capaci di generare un impatto concreto sulle comunità. È il caso di Pulmino Amico, il servizio di mobilità solidale attivo a Cavenago di Brianza che, a un anno dalla sua attivazione, conferma l’efficacia di un modello basato sulla collaborazione tra aziende, volontariato e territorio.

Nato dalla sinergia tra AUSER, l’ente Pulmino Amico e un gruppo di imprese locali, tra cui Argos Surface Technologies, il progetto mette gratuitamente a disposizione un mezzo destinato al trasporto di anziani e persone fragili verso ospedali, strutture sanitarie e servizi assistenziali, contribuendo a superare una delle principali difficoltà nell’accesso alle cure: la possibilità di raggiungere i servizi essenziali.
L’iniziativa rappresenta un esempio di come la responsabilità sociale d’impresa possa trasformarsi in un servizio stabile per il territorio, generando valore condiviso attraverso la collaborazione tra imprese e terzo settore.

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Foto: ufficio stampa

La mobilità come strumento di inclusione

Per molte persone con difficoltà motorie o prive di una rete familiare, raggiungere una visita medica o un centro di assistenza rappresenta ancora oggi uno degli ostacoli più significativi nell’accesso alle cure.
Pulmino Amico nasce proprio per rispondere a questa esigenza, offrendo un servizio di trasporto gratuito che contribuisce a ridurre una delle forme più invisibili di esclusione sociale: l’impossibilità di spostarsi in autonomia.

Il mezzo, concesso in comodato d’uso gratuito per due anni, rappresenta molto più di un semplice servizio logistico. Diventa uno strumento di prossimità che rafforza il legame tra volontariato, amministrazioni locali e sistema imprenditoriale, dimostrando come la collaborazione tra soggetti diversi possa generare benefici concreti per la comunità.

Quando la responsabilità sociale diventa un progetto condiviso

Il primo anniversario del progetto offre anche l’occasione per riflettere sul ruolo che le imprese possono assumere nello sviluppo dei territori.
Negli ultimi anni la responsabilità sociale d’impresa è diventata sempre più parte delle strategie aziendali. Accanto agli obiettivi ambientali, cresce infatti l’attenzione verso iniziative capaci di generare un impatto positivo sulle comunità locali, trasformando la sostenibilità in un elemento concreto della relazione tra impresa e territorio.

«Il legame tra imprese e territorio è una sinergia virtuosa», sottolinea Andrea Siano, CEO di Argos Surface Technologies. «A un anno dal suo avvio possiamo dire che il progetto ha raggiunto l’obiettivo prefissato: essere presente in modo concreto nella vita delle persone. Partecipiamo a iniziative come questa perché siamo parte di un tessuto sociale e ambientale verso il quale nutriamo un dovere di salvaguardia e sostegno».

La collaborazione tra aziende e associazioni diventa così un esempio di come la responsabilità sociale d’impresa possa tradursi in interventi capaci di produrre effetti tangibili sul territorio, andando oltre il tradizionale concetto di sponsorizzazione.

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Foto: ufficio stampa

Un progetto che guarda anche alla prevenzione

La mobilità rappresenta solo uno degli aspetti dell’iniziativa. Fin dalla sua nascita, il progetto ha infatti affiancato anche un intervento dedicato alla sicurezza sanitaria, ampliando il proprio impatto sul territorio.

Argos Surface Technologies ha sostenuto l’installazione di un totem dotato di defibrillatore automatico esterno (DAE) nel Parco Arcobaleno di Cavenago di Brianza, uno spazio frequentato quotidianamente da famiglie, bambini e cittadini.
L’installazione del dispositivo contribuisce a rafforzare la rete di cardioprotezione del territorio e si inserisce in un percorso più ampio che ha portato anche Argos Surface Technologies a diventare un’azienda cardioprotetta, promuovendo una maggiore cultura della prevenzione sia all’interno dell’organizzazione sia negli spazi pubblici.

Foto: ufficio stampa

Un modello replicabile di sostenibilità

A un anno dall’avvio, Pulmino Amico rappresenta un esempio di come la sostenibilità possa tradursi in servizi concreti per le persone, creando un impatto che va oltre i confini della singola iniziativa.
Il progetto dimostra che la collaborazione tra imprese, terzo settore e comunità locali può contribuire a costruire risposte efficaci ai bisogni del territorio, mettendo al centro inclusione, accessibilità e prevenzione.

Esperienze come Pulmino Amico dimostrano che la sostenibilità può tradursi in servizi concreti e misurabili, capaci di migliorare la qualità della vita delle persone. Più che un’iniziativa benefica, il progetto rappresenta un modello di collaborazione tra imprese, associazioni e territorio che mette al centro il valore condiviso. Un approccio che, se replicato, può contribuire a rafforzare il ruolo delle aziende come protagoniste dello sviluppo sostenibile delle comunità in cui operano.

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