
In occasione del suo 60° anniversario, l’Istituto Europeo di Design (IED) ha scelto di affrontare un tema di grande attualità e rilevanza: l’intelligenza artificiale (AI). Anziché concentrarsi sui consueti dibattiti sulla produttività, automazione e i rischi occupazionali, IED propone una visione diversa, mettendo in primo piano non solo come usiamo l’AI, ma anche come e quanto essa possa diventare un agente di cambiamento nella società e nel mondo del design.
Un nuovo approccio al design nel 60° Anniversario di IED: l’AI non più solo strumento, ma mindset culturale
Il concetto che IED esplora con il suo progetto “Plural Intelligences” è che l’AI non deve essere vista solo come uno strumento, ma come una mentalità. Come afferma Riccardo Balbo, Direttore Accademico del Gruppo IED, “Il design è una delle pratiche che storicamente ha fatto della pluralità di contributi il suo valore fondante”. In questo scenario, l’AI deve essere integrata in un ecosistema di intelligenze, che include l’intelligenza umana e quella naturale, per creare nuove opportunità ma anche per riconoscere i rischi che emergono da questa interazione.
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Plural Intelligences: come l’AI sta cambiando il paradygma culturale del design
Con l’intelligenza artificiale che evolve rapidamente, l’adozione dell’AI richiede un cambiamento di paradigma. La pedagogia tradizionale, che predilige approcci selettivi e deduttivi, lascia spazio a percorsi educativi più liberi e induttivi, non lineari. Il design, così come molte altre discipline, ha bisogno di un approccio che veda l’intelligenza artificiale non come la forma predominante di intelligenza, ma come una risorsa che coesiste con altre forme di pensiero. Questo approccio è essenziale per sviluppare una comprensione critica delle tecnologie emergenti, in un mondo che cambia velocemente.
Il journal “Notes on Plural Intelligences”: riflessioni sull’AI e il futuro del design
A supporto di questa visione, IED ha lanciato il bimestrale Notes on Plural Intelligences, un journal che esplora temi legati all’AI e alla sua influenza culturale, con un numero speciale dedicato al tema “Together Apart“. Le interviste ai filosofi Andrea Colamedici e Maura Gancitano, fondatori di Tlon, riflettono sull’AI come una rivoluzione “farmacologica”, che porta sia beneficio che rischio, proprio come le innovazioni storiche come il fuoco e la scrittura. Un’ulteriore riflessione è portata avanti da Fabiola Nardecchia, esperta di AI, che solleva interrogativi sul lato etico della governance dell’AI, come la responsabilità degli enti formativi nel definire i bias che emergono dai modelli AI.
Il Programma pubblico dell’IED: esperienze immersive sull’Intelligenza Artificiale e la creatività
IED ha inoltre lanciato un Public Program che si svolgerà nei suoi campus di Italia, Spagna e negli Stati Uniti, includendo talk, masterclass e mostre. Il programma di eventi prevede una serie di interventi di esperti, come Adama Sanneh, CEO di Moleskine Foundation, che parlerà di “creativity for social good“, e masterclass in collaborazione con il Circolo del Design di Torino. In ogni campus, l’idea di pluralità intellettuale si riflette in ogni attività, dove l’AI, la creatività e la cultura si fondono per creare nuove narrazioni.

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Un nuovo approccio al futuro: IED un pioniere nel futuro del design e dell’AI con il tema Plural Intelligences
Con l’inizio del suo settantesimo anno, l’IED dimostra di essere un pioniere non solo nel design, ma anche nell’adozione di un modello culturale che sfrutta l’AI come un alleato, più che come una minaccia. La sua proposta non si limita a quella di un’accademia che forma designer, ma di un laboratorio culturale che forma cittadini consapevoli e creativi, capaci di abbracciare le sfide del futuro.













