
La transizione energetica non passa soltanto dalla diffusione delle energie rinnovabili, ma anche dalla disponibilità di competenze specializzate in grado di accompagnare la trasformazione del settore. Con l’espansione dell’agrivoltaico, cresce infatti la domanda di professionisti capaci di integrare produzione energetica, sostenibilità ambientale e innovazione agricola.
A evidenziarlo è un’analisi di Hunters Group, società specializzata nella ricerca e selezione di personale qualificato, che individua i profili più richiesti in un comparto destinato a ricoprire un ruolo sempre più centrale nel percorso di decarbonizzazione dell’Italia.
Il PNIEC accelera lo sviluppo delle energie rinnovabili
Il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) rappresenta la principale strategia italiana per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione entro il 2030. Tra i traguardi fissati figurano una capacità installata di 131 GW da fonti rinnovabili e una riduzione del 18% delle emissioni di CO₂ rispetto ai livelli registrati nel 2022.
I primi risultati confermano una crescita significativa del settore: nel 2024, per la prima volta, le energie rinnovabili hanno coperto oltre il 40% del fabbisogno energetico nazionale, segnando un nuovo record nella produzione di energia pulita. In questo scenario, l’agrivoltaico si sta affermando come una delle tecnologie più promettenti, grazie alla possibilità di produrre elettricità da fonte solare mantenendo contemporaneamente l’utilizzo agricolo dei terreni.

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L’agrivoltaico diventa un settore strategico
L’integrazione tra agricoltura e impianti fotovoltaici rappresenta uno dei modelli più interessanti per ottimizzare l’uso del suolo senza sottrarre superfici alle coltivazioni. Il comparto registra una crescita globale stimata intorno al 5,6% annuo, mentre in Italia il settore continua a beneficiare delle politiche di sostegno previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Un’ulteriore spinta è arrivata con la riapertura, nell’aprile 2025, del Bando Agrivoltaico promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, destinato a incentivare la realizzazione di sistemi agrivoltaici innovativi a carattere sperimentale. L’espansione degli investimenti sta però facendo emergere una nuova esigenza: reperire competenze tecniche altamente specializzate.
Le figure professionali più richieste
Secondo Hunters Group, le aziende che operano nell’agrivoltaico stanno concentrando la ricerca su tre principali categorie professionali. Tra le figure più richieste ci sono i tecnici installatori e manutentori elettrici, responsabili dell’installazione, della manutenzione e della sicurezza degli impianti. Questi professionisti operano direttamente sulla componentistica elettrica, effettuano diagnosi tecniche e garantiscono la continuità operativa delle infrastrutture energetiche.
Un ruolo sempre più importante è ricoperto anche dai permitting specialist e dagli ingegneri ambientali, chiamati a gestire l’iter autorizzativo dei nuovi impianti e a verificare la conformità normativa dei progetti. Le loro competenze risultano fondamentali anche nella valutazione delle caratteristiche ambientali e delle condizioni del terreno. Accanto alle figure più tecniche, cresce la domanda di agronomi e agro-ingegneri, professionisti che analizzano il suolo, studiano le colture e progettano impianti compatibili con le attività agricole, garantendo il corretto equilibrio tra produzione energetica e produttività dei terreni.

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La formazione diventa un fattore competitivo
L’evoluzione del settore rende sempre più importante investire nella formazione di nuove competenze. Come sottolinea Paolo Marchese, Area Manager e Industry Leader Energy Division di Hunters Group, la preparazione di questi professionisti può seguire percorsi differenti, a seconda del ruolo che saranno chiamati a ricoprire.
Le lauree in Ingegneria Energetica, Ingegneria Ambientale, Agronomia e Scienze Agrarie rappresentano la base per molte delle figure specialistiche richieste, mentre gli ITS dedicati all’energia e alle tecnologie ambientali stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nella formazione di tecnici altamente qualificati destinati all’installazione, alla manutenzione e al supporto operativo degli impianti. La crescente complessità dei progetti richiede infatti competenze interdisciplinari che combinino conoscenze energetiche, ambientali, normative e agricole.
Energia, innovazione e lavoro
La crescita dell’agrivoltaico dimostra come la transizione energetica non rappresenti soltanto una sfida ambientale, ma anche un’importante opportunità occupazionale. L’integrazione tra produzione di energia rinnovabile e attività agricola apre infatti nuovi spazi per professionisti capaci di lavorare all’intersezione tra sostenibilità, innovazione tecnologica e gestione del territorio.
Per il sistema produttivo italiano, investire nella formazione di queste competenze sarà determinante per sostenere lo sviluppo del comparto, accelerare il raggiungimento degli obiettivi climatici e consolidare la competitività del Paese in uno dei settori più dinamici della transizione energetica.

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