cybersecurity e identità

Intesa ID integra Trustfull: oltre l’85% delle frodi digitali intercettate

Intesa integra la tecnologia di Trustfull in Intesa ID per rafforzare il digital onboarding: il sistema intercetta oltre l’85% delle frodi d’identità senza aggiungere complessità agli utenti

di Redazione Innovami.news | 12 Agosto 2026
Marco Broggio, Chief Solution di Intesa Foto: Ufficio Stampa

La sicurezza digitale sta cambiando: oggi per i truffatori non è più sufficiente rubare un documento, ma è possibile costruire identità sintetiche capaci di superare i controlli tradizionali. Per questo le aziende sono chiamate a trovare un equilibrio sempre più delicato: proteggere i propri servizi dalle frodi senza rendere il processo di registrazione lento e complesso per gli utenti.

È proprio questa la sfida affrontata da Intesa, società del Gruppo Havant, che integra la tecnologia di Trustfull all’interno di Intesa ID, la propria soluzione per il digital onboarding. L’integrazione introduce un nuovo livello di analisi del rischio basato sulla storia digitale dell’utente, capace di intercettare oltre l’85% delle tentate frodi d’identità e delle identità sintetiche, mantenendo un’esperienza di accesso semplice e veloce.

Un nuovo livello di sicurezza per il digital onboarding

Con l’evoluzione delle minacce informatiche, i sistemi tradizionali di verifica dell’identità non sono più sempre sufficienti. Un documento valido o un’identità digitale autenticata possono infatti essere utilizzati anche da soggetti che hanno costruito profili falsi ma apparentemente credibili.

La tecnologia integrata in Intesa ID interviene proprio su questo aspetto: attraverso controlli effettuati in background, analizza diversi elementi legati alla presenza digitale dell’utente, tra cui indirizzo email, numero di telefono e indirizzo IP. Questi dati vengono confrontati con oltre 500 banche dati per individuare eventuali anomalie e assegnare un punteggio di rischio. Il processo avviene senza richiedere ulteriori azioni alla persona che sta completando la registrazione, evitando passaggi aggiuntivi come video-identificazioni o interazioni con operatori.

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Sicurezza e conformità senza rallentare l’esperienza utente

L’obiettivo della soluzione è combinare tre esigenze sempre più centrali per le imprese: prevenzione delle frodi, rispetto delle normative e semplicità del percorso digitale.

«Con l’entrata in vigore del Regolamento eIDAS 2.0 cambia il paradigma dell’identificazione digitale a distanza», spiega Marco Broggio, Chief Solution Officer di Intesa. «L’autenticazione tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica continua a rappresentare un elemento fondamentale, ma nei contesti regolamentati è sempre più necessario affiancarla con strumenti capaci di verificare che l’identità non sia compromessa o utilizzata in modo fraudolento».

Secondo Intesa, la collaborazione con Trustfull nasce proprio dalla necessità di aggiungere un ulteriore livello di protezione senza creare ostacoli nel percorso di onboarding. Il risultato è un sistema che permette alle organizzazioni di aumentare il livello di sicurezza mantenendo un’esperienza digitale fluida.

Marco Broggio, Chief Solution di Intesa Foto: Ufficio Stampa

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L’importanza della storia digitale contro le identità sintetiche

Il nuovo approccio si basa su un principio semplice: mentre un documento può essere sottratto o falsificato, è molto più difficile ricostruire una storia digitale completa e coerente.

Il motore di analisi di Trustfull verifica quindi diversi segnali collegati all’identità online dell’utente. Tra questi, ad esempio, la recente creazione di un indirizzo email, eventuali cambiamenti sospetti della SIM telefonica o l’utilizzo di reti digitali impiegate per nascondere la reale posizione della connessione. Questi indicatori permettono di individuare comportamenti anomali che potrebbero essere collegati a tentativi di frode, attribuendo rapidamente un livello di affidabilità all’identità presentata.

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Una soluzione pensata per banche, fintech e servizi digitali

La soluzione Intesa ID potenziata con Trustfull punta quindi a offrire un nuovo standard per l’identificazione digitale: oltre l’85% delle frodi intercettate con una percentuale ridotta di falsi positivi e senza introdurre frizioni nel processo di registrazione. Per gli utenti finali significa poter completare l’onboarding in pochi secondi, senza interruzioni o verifiche aggiuntive. Per le aziende, soprattutto nei settori bancario, pagamenti, assicurazioni, fintech, Buy Now Pay Later e telecomunicazioni, rappresenta uno strumento per rafforzare sicurezza e compliance mantenendo competitività e facilità d’uso.

In un contesto in cui le identità digitali diventano sempre più centrali nei rapporti tra aziende e clienti, la capacità di riconoscere tempestivamente i rischi senza compromettere l’esperienza utente diventa uno degli elementi chiave della trasformazione digitale.

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