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PlanRadar lancia gli AI Agents: l’intelligenza artificiale automatizza il lavoro nei progetti edilizi

PlanRadar introduce gli AI Agents per automatizzare attività e follow-up nei progetti edilizi e immobiliari, riducendo i processi manuali senza rinunciare al controllo

di Redazione Innovami.news | 25 Agosto 2026
Foto: Ufficio stampa

Nei grandi progetti immobiliari e di costruzione, spesso non sono le decisioni più complesse a rallentare il lavoro, ma la somma di centinaia di piccole attività operative: verificare una richiesta, recuperare un documento, preparare una risposta, aggiornare un’informazione o assicurarsi che un’azione venga effettivamente portata a termine. È proprio su questo spazio, apparentemente marginale ma decisivo per l’efficienza di un progetto, che PlanRadar ha deciso di intervenire con il lancio dei nuovi PlanRadar AI Agents.

La piattaforma digitale dedicata alla documentazione, alla comunicazione e alla reportistica nei settori edilizio, immobiliare e del facility management introduce così una nuova generazione di agenti basati sull’intelligenza artificiale, progettati non soltanto per assistere i professionisti, ma per eseguire autonomamente determinate attività quando si verifica un evento prestabilito. Un passaggio significativo: dall’AI che suggerisce cosa fare a un sistema che, entro confini definiti dall’utente, può portare concretamente avanti una parte del lavoro.

Come funzionano i PlanRadar AI Agents nei progetti edilizi

Il principio alla base dei nuovi AI Agents di PlanRadar è relativamente semplice. Il professionista stabilisce in anticipo quale compito debba essere svolto e in presenza di quale evento; una volta configurato e attivato, l’agente interviene automaticamente senza richiedere ogni volta una nuova approvazione.

L’obiettivo è ridurre quel divario che spesso si crea tra ciò che accade all’interno di un progetto e le successive attività di follow-up. Nei cantieri e nei progetti immobiliari, infatti, informazioni, richieste e criticità possono moltiplicarsi rapidamente. Se ciascuna necessita di un intervento manuale prima di poter procedere, anche operazioni relativamente semplici finiscono per assorbire tempo e risorse. Con gli agenti AI, PlanRadar vuole automatizzare proprio questa componente, lasciando invece alle persone le valutazioni che richiedono esperienza, responsabilità e capacità decisionale.

PlanRadar AI Agents, dalla richiesta alla risposta in pochi minuti

Uno degli esempi più immediati è l’agente denominato Response, sviluppato per gestire le richieste di informazioni, le cosiddette RFI. Quando ne riceve una, l’agente può analizzarla, effettuare una ricerca all’interno della documentazione disponibile sul progetto e generare una prima risposta, indicando anche la fonte dalla quale sono state ricavate le informazioni.

Secondo PlanRadar, un processo che tradizionalmente può richiedere ore può così essere ridotto a pochi minuti. Il valore dell’automazione, in questo caso, non consiste soltanto nella velocità: recuperare le informazioni direttamente dalla documentazione di progetto permette di costruire una risposta contestualizzata e di mantenere un collegamento con le fonti utilizzate. Il professionista può quindi dedicare maggiore attenzione alle situazioni nelle quali è realmente necessario il suo giudizio.

Foto: unsplash

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Gli AI Agents di PlanRadar si creano anche con il linguaggio naturale

Per rendere l’automazione accessibile anche a chi non possiede competenze di programmazione, PlanRadar permette di creare gli agenti attraverso semplici istruzioni in linguaggio naturale. I clienti possono descrivere l’attività che desiderano automatizzare oppure scegliere tra una serie di agenti già predisposti dalla piattaforma.

L’impostazione ricorda, secondo l’azienda, l’inserimento di una nuova persona nel gruppo di lavoro: si definisce cosa deve fare, quando deve intervenire e quali limiti deve rispettare. Per le organizzazioni che necessitano di un livello di personalizzazione maggiore, PlanRadar mette inoltre a disposizione i propri Forward Deployed Engineers, che possono lavorare direttamente con i team per identificare i casi d’uso più rilevanti e accelerare l’implementazione dei primi agenti.

PlanRadar punta sull’autonomia dell’AI senza rinunciare al controllo

Automatizzare operazioni all’interno di progetti complessi pone inevitabilmente una questione: quanto controllo mantiene il professionista sulle azioni eseguite dall’intelligenza artificiale? È uno dei punti sui quali PlanRadar ha concentrato maggiormente l’attenzione.

Prima dell’attivazione, gli utenti possono verificare esattamente quali operazioni verranno svolte dall’agente. Ogni azione eseguita viene inoltre registrata e associata all’AI Agent responsabile, creando una traccia delle attività automatizzate. Gli agenti lavorano sulla base dei permessi dell’utente che li ha configurati, evitando così di accedere o intervenire oltre i confini autorizzati.

«I nostri clienti vogliono che il lavoro di routine su un progetto si svolga in modo autonomo, senza rinunciare al controllo su ciò che accade», spiega Ibrahim Imam, co-CEO di PlanRadar Group. La tecnologia, secondo Imam, deve riuscire a intercettare quelle attività che potrebbero essere dimenticate e trasformarsi successivamente in errori o lavoro da rifare, permettendo alle persone di concentrarsi sulle decisioni che richiedono realmente competenza umana.

PlanRadar AI Agents, l’intelligenza artificiale resta dentro la piattaforma

Un altro elemento centrale della strategia riguarda l’integrazione. PlanRadar non vuole aggiungere un ulteriore software ai numerosi strumenti già utilizzati dai professionisti, ma portare gli agenti direttamente nell’ambiente nel quale vengono gestiti documenti, report e processi di progetto.

«I clienti non vogliono un altro sistema a cui accedere o un altro spazio di lavoro da dover gestire», sottolinea Clemens Hammerl, Chief Product Officer di PlanRadar. L’obiettivo è quindi fare in modo che una quantità crescente di operazioni possa essere completata all’interno della stessa piattaforma, utilizzando i dati che già appartengono al progetto.

Per Hammerl, creare un agente AI equivale a «istruire un nuovo membro del team»: l’utente spiega il compito e il sistema interviene ogni volta che si presentano le condizioni stabilite. Una logica nella quale autonomia e controllo devono procedere parallelamente, soprattutto quando l’intelligenza artificiale smette di limitarsi alla generazione di contenuti e comincia a compiere azioni.

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AI nell’edilizia: PlanRadar automatizza follow-up, controlli e attività ripetitive

L’introduzione degli AI Agents amplia un ecosistema che comprende già strumenti per la gestione documentale, la reportistica e l’integrazione dei processi. I benefici maggiori potrebbero emergere soprattutto per general contractor, appaltatori e project manager, figure che durante un progetto devono gestire un numero elevato di criticità, verifiche, ispezioni e richieste.

È proprio in questi contesti che l’AI agentica può mostrare una differenza rispetto ai tradizionali assistenti generativi. Non si limita a rispondere a una domanda posta dall’utente, ma può reagire a ciò che avviene nel flusso di lavoro e completare un’attività già definita. Il risultato potrebbe essere una gestione più continua del progetto, con meno passaggi lasciati in sospeso in attesa dell’intervento manuale di un professionista.

PlanRadar AI Agents tra sicurezza dei dati e permessi di accesso

In un settore nel quale vengono gestite informazioni tecniche e documentazione aziendale, l’automazione non può prescindere dalla sicurezza dei dati. PlanRadar precisa che gli agenti sono integrati direttamente nella propria piattaforma e operano all’interno degli standard ISO già adottati dall’azienda per sicurezza e protezione dei dati.

L’introduzione degli AI Agents non modifica inoltre le modalità con cui le informazioni di progetto vengono archiviate ed elaborate. Ogni agente è vincolato ai diritti di accesso del proprio creatore, un principio pensato per impedire che l’automazione si trasformi in un ampliamento incontrollato delle autorizzazioni. Il sistema può quindi agire autonomamente, ma soltanto entro il perimetro stabilito a monte.

PlanRadar porta gli AI Agents a oltre 200mila professionisti

I nuovi agenti sono disponibili in tutti i piani PlanRadar come parte delle funzionalità AI della piattaforma. L’azienda considera questa prima versione l’inizio di un percorso più ampio, che dovrebbe portare progressivamente a nuovi agenti, maggiori capacità operative e ulteriori possibilità di integrazione.

Oggi PlanRadar dichiara oltre 200.000 professionisti in più di 75 mercati, con una piattaforma disponibile in più di 25 lingue. La società ha sede a Vienna e conta 13 uffici internazionali, tra cui quello di Milano, operativo dal 2021. In Italia è inoltre associata ad ASPESI Unione Immobiliare, Green Building Council Italia e Italian PropTech Network.

Il lancio degli AI Agents racconta soprattutto una trasformazione più generale dell’intelligenza artificiale professionale. Dopo una prima fase dominata da chatbot e strumenti capaci di generare testi o sintetizzare informazioni, l’attenzione si sta progressivamente spostando verso sistemi in grado di agire all’interno dei processi aziendali. Per l’edilizia e il real estate, dove una parte significativa dell’efficienza dipende dalla capacità di coordinare informazioni, persone e attività, potrebbe essere uno dei passaggi più interessanti.

La sfida sarà mantenere l’equilibrio tra le due dimensioni che PlanRadar pone al centro del progetto: lasciare che l’AI si occupi delle operazioni ripetitive senza sottrarre alle persone il controllo sulle decisioni. Perché il valore degli agenti intelligenti non sarà misurato soltanto da ciò che riusciranno a fare autonomamente, ma soprattutto dal tempo e dall’attenzione che riusciranno a restituire ai professionisti.

Foto: unsplash

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