L’intelligenza artificiale generativa può migliorare l’user experience: la parola a Spitch

L’azienda, nella figura di Massimo Giovannetti, ha affrontato il tema da un punto di vista privilegiato L’intelligenza artificiale e in particolar modo la sua applicazione in software generativi come ChatGPT stanno tenendo banco nel dibattito pubblico da mesi, se non anni. Gli usi che se ne possono fare, tanti e diversi tra loro, hanno coinvolto […]

di Franca Cutilli | 20 Luglio 2023
Foto: Ufficio Stampa

L’azienda, nella figura di Massimo Giovannetti, ha affrontato il tema da un punto di vista privilegiato

L’intelligenza artificiale e in particolar modo la sua applicazione in software generativi come ChatGPT stanno tenendo banco nel dibattito pubblico da mesi, se non anni. Gli usi che se ne possono fare, tanti e diversi tra loro, hanno coinvolto inevitabilmente le aziende, che stanno tentando di integrare nei loro processi queste novità, o meglio opportunità, offerte dalla tecnologia che avanza. Secondo un recente rapporto firmato da Capgemini, si tratta di un trend che non accenna a diminuire.

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Secondo la ricerca, la maggioranza (67%) delle 1000 organizzazioni intervistate (60 in Italia) non ritiene che l’IA generativa sconvolgerà in modo significativo i propri modelli di business, ma oltre la metà (60%) ha anche affermato che con l’intelligenza artificiale generativa user experience e customer service sarà migliorata: rivoluzionerà completamente il loro modo di lavorare. Secondo McKinsey, la nuova tecnologia potrebbe aggiungere fino a 4,4 trilioni di dollari alla produzione globale, e sette dirigenti su dieci della ricerca Capgemini ritengono che l’IA generativa li aiuterà a migliorare l’esperienza dei clienti.

Massimo Giovannetti – Foto: Ufficio Stampa

Con l’intelligenza artificiale generativa user experience migliorata

“L’intelligenza artificiale agirà sempre di più come supporto imprescindibile alla qualità lavorativa in diversi campi, ma in particolar modo nel customer care e nella gestione dei contatti con la clientela. Oggi è possibile mettere in campo servizi di intelligenza artificiale al contempo diversificati e senza soluzione di continuità tra l’uno e l’altro, permettendo all’azienda di beneficiare dei vantaggi simultanei dell’automazione, della speech analytics e della sicurezza biometrica”, ha commentato Massimo Giovannetti, Country Manager Italia di Spitch, tra le aziende leader nel campo delle piattaforme conversazionali omnichannel e della communication automation.
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“Le piattaforme conversazionali possono aiutare gli agenti dei contact center a convertire i dati non strutturati in insight e azioni, a comprendere il sentiment dei clienti, a determinare l’intento dei clienti da una conversazione verbale o scritta e a rilevare le anomalie nei dati. Prendiamo ad esempio una Knowledge Base (KB): oggi può essere potenziata da uno strumento IA di generazione contenuti che si basa su conversazioni passate, ponendosi come strumento di supporto a valore aggiunto per la gestione delle conoscenze e dei dati fattuali, integrandosi perfettamente con gli altri componenti della piattaforma conversazionale e ampliando le opportunità di automazione e di servizio di qualità. Le potenzialità sono davvero enormi”, ha poi concluso Giovannetti.
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