Rosso, l’app che rivoluziona la donazione di sangue: basta un click per salvare una vita

Rosso è la prima app italiana che digitalizza il processo di donazione di sangue e plasma, facilitandolo per le nuove generazioni. Nata da una startup guidata da due giovani under 30, semplifica l’intero iter grazie a tecnologia, orientamento e prenotazione smart

di Redazione Innovami.news | 2 Giugno 2025
Foto: Ufficio Stampa

Donare sangue diventa digitale grazie a Rosso, la prima app in Italia pensata per rendere la donazione di sangue e plasma più semplice e accessibile, soprattutto per i giovani. Lanciata dalla startup fondata da Chiara Schettino e Filippo Toni, due under 30 appassionati di innovazione e impatto sociale, l’app consente di prenotare rapidamente un appuntamento tra oltre mille centri di raccolta sparsi sul territorio nazionale. Il tutto in pochi minuti, attraverso un’interfaccia intuitiva e un sistema guidato che parte da un questionario di idoneità.

Chiara e Filippo. Foto: Ufficio Stampa

Rosso: Un’app al servizio della solidarietà

Rosso non è solo tecnologia, ma una risposta concreta alla crisi generazionale della donazione. Con i donatori giovani in calo negli ultimi anni, Rosso si propone di fidelizzare una nuova generazione di donatori, eliminando frizioni e barriere. L’app permette di pianificare donazioni ricorrenti, ricevere assistenza via chat e supporta anche chi è già affiliato a un’associazione. È uno strumento al servizio di centri trasfusionali, ospedali e associazioni, pensato per valorizzarne il lavoro e creare una rete solidale. Il tutto, nel rispetto del Regolamento GDPR, come garantito dal legale Giulio Vecchi di LCA Studio Legale.

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La cultura del dono entra anche nelle aziende

A fianco del lancio digitale, Rosso ha attivato una campagna virale con creator e attivisti della Gen Z, ottenendo già centinaia di migliaia di visualizzazioni. Ma non finisce qui: con il programma Corporate Life Savers, Rosso porta la cultura del dono anche nelle aziende. Colossi come Nestlé, Generali, Nespresso e Sephora hanno già aderito. Gli ambienti di lavoro si trasformano così in hub di salute pubblica e cittadinanza attiva, con eventi, contenuti formativi e piattaforme per la prenotazione. L’obiettivo? Costruire una rete virtuosa e generazionale che diffonda una nuova cultura della donazione in tutta Italia.

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