
L’impatto della crisi climatica sta trasformando il volto dell’agricoltura italiana. Produzioni in calo fino al 100% per ciliegie e mandorle, perdite diffuse per pere, pesche e miele, e un boom inatteso di frutta tropicale sono i segnali di un sistema agricolo sotto pressione. In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione (16 ottobre), il WWF Italialancia un appello: servono politiche strutturali per rafforzare la resilienza degli agroecosistemi e tutelare suoli, acqua e biodiversità.
Temperature record e raccolti compromessi
Il 2025 ha confermato il trend di riscaldamento globale, con giugno secondo mese più caldo di sempre in Italia e un’anomalia termica media di +3°C. Queste condizioni hanno devastato intere produzioni agricole: i ciliegeti pugliesi hanno perso fino al 100% del raccolto, mentre mandorle e nocciole hanno registrato cali del 60%.
A tutto ciò si somma la “climateflation”, ovvero l’aumento dei prezzi alimentari legato al cambiamento climatico: a Milano, le ciliegie hanno raggiunto i 23 euro al chilo, rendendo sempre più difficile l’accesso a frutta e verdura per molte famiglie italiane.
Un’Italia sempre più tropicale
Lo stress termico colpisce anche il settore lattiero-caseario: in Lombardia, la produzione di latte è crollata fino al 15%, con perdite di oltre 1,8 milioni di litri al giorno.
La primavera anomala ha quasi azzerato la produzione di miele, mentre pesche, albicocche e pere hanno subito cali fino al 35%, aggravando la crisi economica di molte aziende agricole. Accanto alle difficoltà tradizionali, cresce la coltivazione di frutta tropicale: mango, avocado e papaya trovano oggi terreno fertile in Sicilia, Puglia e Calabria. Il cambiamento climatico sta così ridefinendo la geografia agricola nazionale, con produzioni che da sperimentali diventano esportabili verso il Nord Europa.
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Le soluzioni del WWF
Secondo il WWF, per affrontare la crisi servono strategie di adattamento e modelli rigenerativi: diffusione dell’agricoltura biologica e dell’agroecologia; colture meno idroesigenti e resistenti alle gelate; tutela dei suoli e ripristino degli ecosistemi; economia circolare e riuso delle acque reflue. “Serve una visione sistemica che metta al centro sostenibilità, innovazione e resilienza” spiega Eva Alessi, responsabile Sostenibilità WWF Italia. “Solo così potremo costruire un’agricoltura capace di garantire qualità e competitività nel lungo periodo”.

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Salute, sicurezza e giustizia alimentare
Il WWF richiama infine l’urgenza di politiche coerenti con la dieta della salute planetaria EAT-Lancet, capace di ridurre del 70% il rischio di malattie cardiometaboliche e migliorare l’impatto ambientale della produzione alimentare. La perdita di accesso economico ai cibi sani rischia di diventare una nuova emergenza sociale. Per questo l’organizzazione invita cittadini e istituzioni a sostenere la petizione “Zero Scuse sul Clima”, chiedendo un’azione immediata contro la crisi climatica e i suoi effetti sul tessuto produttivo e sociale.
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