AI e sport

Philips e PSV Eindhoven: come l’AI può prevenire gli infortuni nel calcio

Philips e il PSV Eindhoven applicano l’intelligenza artificiale per prevenire infortuni e migliorare le prestazioni atletiche, testando il sistema RATE nel calcio per ottimizzare la salute degli sportivi

di Redazione Innovami.news | 5 Febbraio 2026
Foto: Ufficio Stampa

Il mondo del calcio sta entrando in una nuova era grazie all’intelligenza artificiale, e l’esempio più recente viene dalla collaborazione tra Philips e il PSV Eindhoven, la squadra di calcio capolista del campionato olandese. Le due realtà, già storicamente legate – il PSV Eindhoven è stato fondato nel 1913 proprio da impiegati di Philips – hanno avviato una sperimentazione unica, che segna un passo importante nella prevenzione degli infortuni e nel miglioramento delle prestazioni degli atleti grazie all’intelligenza artificiale.

Un nuovo approccio alla prevenzione e al recupero

Nel calcio, gli infortuni sono un problema costante, e ogni anno migliaia di calciatori si fermano a causa di lesioni muscolari o infortuni più gravi. In Italia, infatti, un calciatore delle squadre più importanti si infortuna in media una volta ogni cinque partite. Tuttavia, grazie alla tecnologia Rapid Analysis of Threat Exposure (RATE) sviluppata da Philips, il PSV Eindhoven sta cercando di invertire questa tendenza. L’intelligenza artificiale viene utilizzata per monitorare costantemente i dati biometrici dei giocatori attraverso dispositivi indossabili come smartwatch e smart ring.

L’algoritmo RATE analizza parametri vitali come battito cardiaco, frequenza respiratoria e qualità del sonno, per rilevare quei piccoli cambiamenti fisici che precedono il sovraccarico muscolare o l’insorgere di infezioni. Questa tecnologia permette agli allenatori e ai medici del PSV Eindhoven di intervenire in modo preventivo, regolando il carico di allenamento dei calciatori e offrendo controlli medici tempestivi prima che si verifichino infortuni o infezioni.

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Un’innovazione che va oltre lo sport

Secondo Roy Jakobs, CEO di Royal Philips, questa innovazione va ben oltre il calcio: “L’intelligenza artificiale non è più solo uno strumento per monitorare le prestazioni degli atleti, ma sta cambiando il modo in cui possiamo intervenire sulla salute in generale. La stessa tecnologia che stiamo utilizzando con il PSV Eindhoven è già impiegata negli ospedali per monitorare i pazienti e prevenire situazioni critiche, come il ricovero in terapia intensiva”.

In effetti, il sistema RATE non è nato solo per lo sport, ma è parte di un progetto più ampio per monitorare la salute e prevenire malattie in una fase precoce. Già nel 2019, Philips ha sviluppato una versione iniziale dell’algoritmo che analizzava dati come segni vitali e biomarcatori per prevedere il rischio di infezioni nosocomiali, come la polmonite pneumococcica. La versione attuale, indossabile, sfrutta i dati provenienti da dispositivi come orologi e anelli smart per consentire diagnosi precoci, come nel caso dell’infezione da COVID-19. Uno studio del 2022 ha dimostrato come l’algoritmo sia stato in grado di rilevare infezioni da COVID-19 in media 2,3 giorni prima del test positivo, aprendo la strada a un nuovo modo di fare diagnosi preventiva.

Foto: Unsplash

La sperimentazione con il PSV Eindhoven

Il progetto con il PSV Eindhoven è solo l’ultimo passo in questo lungo percorso di sviluppo tecnologico. Philips e il club olandese stanno testando l’efficacia del sistema RATE con l’obiettivo di ridurre il numero di infortuni e migliorare il recupero degli atleti, monitorando costantemente lo stato fisico dei giocatori. Se l’approccio dovesse rivelarsi efficace, potrebbe non solo cambiare il modo in cui gli sportivi professionisti gestiscono la loro salute, ma anche portare a una vera e propria rivoluzione nella medicina preventiva.

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Implicazioni per il futuro della salute e dello sport

La collaborazione tra Philips e il PSV Eindhoven dimostra come la tecnologia stia già trasformando il mondo dello sport e della salute. Se la sperimentazione si rivelerà fruttuosa, l’adozione di soluzioni simili potrebbe estendersi a molte altre discipline sportive, migliorando non solo le prestazioni degli atleti, ma anche la loro salute a lungo termine. La prevenzione degli infortuni, infatti, non è solo una questione di performance, ma anche di benessere fisico, e l’intelligenza artificiale potrebbe diventare un alleato fondamentale per garantire la salute degli sportivi e ridurre i costi legati agli infortuni nel lungo periodo.

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