
L’intelligenza artificiale sta diventando una tecnologia sempre più strategica, ma nei settori più sensibili la vera sfida non è solo sviluppare sistemi avanzati: è garantire che i dati rimangano sotto il controllo di chi li utilizza. È da questa esigenza che nasce il progetto di AI Venture Builder 2, la società che sta portando avanti una raccolta di capitale per sostenere la crescita di AI Factory S.r.l., divisione operativa specializzata nello sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale per difesa, cybersecurity e protezione delle infrastrutture critiche.
La campagna ha già raccolto oltre 778 mila euro nella prima fase di equity crowdfunding su CrowdFundMe, grazie al sostegno di numerosi investitori, e prosegue dopo il forte interesse registrato dal mercato. In una prima fase, l’aumento di capitale è stato aperto agli “Investitori Community”, ovvero soci già coinvolti nel progetto e soggetti selezionati appartenenti al network della società, con una possibilità di sottoscrizione a condizioni dedicate rispetto alla valutazione pre-money di 9 milioni di euro.
La sfida: un’intelligenza artificiale senza dipendenza dai cloud esterni
Il cuore del progetto è un concetto sempre più centrale nello scenario tecnologico globale: l’AI sovrana. Molte organizzazioni che operano in ambiti strategici, come difesa, intelligence, aziende della sicurezza e operatori di infrastrutture critiche, non possono utilizzare le tradizionali piattaforme di intelligenza artificiale disponibili sul mercato. Il motivo riguarda soprattutto la gestione dei dati: le informazioni vengono elaborate su server remoti gestiti da grandi provider internazionali, con il rischio di perdere il controllo su contenuti riservati.
AI Factory affronta questo problema sviluppando tecnologie installabili direttamente nell’infrastruttura del cliente (on-premise) e capaci di funzionare anche in ambienti completamente isolati dalla rete internet (air-gapped). In questo modo, i dati rimangono sempre all’interno del perimetro dell’organizzazione.

Dalla difesa alla cybersecurity: le soluzioni già operative
Le tecnologie sviluppate da AI Factory sono già applicate in contesti reali. Tra i prodotti operativi c’è Defence Knowledge Management, una soluzione che consente agli operatori di consultare archivi documentali riservati attraverso il linguaggio naturale, come se interagissero con un assistente virtuale. Il sistema permette di ridurre fino al 40% i tempi di ricerca delle informazioni ed è stato sviluppato in collaborazione con Elettronica S.p.A.. Un altro prodotto è Drone Detection, una tecnologia dedicata al riconoscimento e alla classificazione automatica dei droni in tempo reale, capace di ridurre i falsi allarmi del 37,8%.
Tra le soluzioni in sviluppo troviamo invece AI Guard, piattaforma di cybersecurity predittiva pensata per i Security Operations Centre, in grado di anticipare le minacce e ridurre i falsi positivi del 40%, e Search Generative Experience, un sistema di supporto decisionale basato su grafi semantici sviluppato insieme a Cy4Gate. Completano il portafoglio tecnologico Offline ChatGPT, un modello linguistico avanzato progettato per funzionare completamente offline in ambienti classificati, ed Event Detection System, una piattaforma multimodale per analisi video e testuale sviluppata con Cosmico.

La logistica cambia volto: dati, AI e sostenibilità ridisegnano le professioni del futuro
Un modello di business costruito per scalare
AI Factory combina tre principali fonti di ricavo: la prima riguarda i servizi di integrazione, ovvero lo sviluppo di soluzioni AI personalizzate per grandi clienti industriali, con un valore medio per progetto di circa 250 mila euro. La seconda è rappresentata dal modello Software as a Service (SaaS), attraverso licenze in abbonamento che vanno da 2.300 euro al mese per le configurazioni base fino a oltre 13.500 euro al mese per le soluzioni enterprise. Questa componente registra un margine lordo del 70% e una durata media dei contratti di circa 36 mesi. Infine, la società prevede ricavi attraverso licenze tecnologiche e royalty, con partner industriali che potranno integrare componenti sviluppate da AI Factory nei propri sistemi.
Un elemento distintivo della strategia riguarda la creazione di possibili spin-off tecnologici: ogni linea SaaS che supera i 580 mila euro di ricavi ricorrenti annuali potrà diventare una società indipendente, mantenendo AI Factory come azionista con una quota compresa tra il 20% e il 35%.

Billding rivoluziona il mercato utility: i fondatori entrano nella lista Forbes Under 30
Numeri in crescita e partnership industriali
I risultati raggiunti confermano una fase di forte sviluppo.
Al 31 dicembre 2025, AI Factory ha registrato: 1,3 milioni di euro di ricavi, con una crescita del 330% rispetto all’anno precedente, 10 clienti attivi nei settori difesa e cybersecurity, 360 mila euro di ARR derivanti dagli abbonamenti software, margine lordo software del 70%, contratti medi della durata di 36 mesi, tasso di rinnovo netto superiore al 110%, una pipeline commerciale qualificata superiore ai 2 milioni di euro. La società può contare anche su partnership industriali con realtà come Elettronica, Cy4Gate e Larimart.

OPIT lancia From Zero to Tech: il bootcamp gratuito per imparare AI, cloud e cybersecurity
L’obiettivo: diventare un riferimento europeo nell’AI sovrana
Il mercato dell’intelligenza artificiale applicata a difesa e cybersecurity è in forte espansione e potrebbe raggiungere un valore stimato di 135 miliardi di dollari entro il 2032.
AI Venture Builder punta ora a consolidare la propria presenza in Italia e accelerare l’espansione europea, posizionandosi tra i protagonisti di un settore dove la capacità di sviluppare tecnologie indipendenti e sicure sarà sempre più strategica.













