AI specialistica

Docsy porta l’AI nella medicina legale: crescita senza investitori

Fondata a Genova da tre ingegneri alla seconda esperienza imprenditoriale, la startup ha raggiunto centinaia di professionisti in nove mesi, sviluppando una piattaforma che supporta la gestione delle perizie medico-legali

di Redazione Innovami.news | 4 Novembre 2026
Foto: pexels

L’intelligenza artificiale trova spazio anche nella medicina legale, dove l’analisi della documentazione clinica richiede tempo e competenze specialistiche. A lavorare su questo ambito è Docsy, startup genovese nata a gennaio 2026, che ha sviluppato un assistente AI per affiancare medici legali, avvocati e aziende nella gestione delle pratiche legate al danno alla persona. Un progetto che, senza ricorrere a investitori esterni, ha già raggiunto centinaia di professionisti in Italia.

Docsy, la startup che applica l’AI alla medicina legale

La preparazione di una perizia medico-legale richiede spesso l’esame di una grande quantità di documenti clinici, dalla ricostruzione della storia sanitaria del paziente fino alla valutazione delle conseguenze di un evento lesivo. Un’attività nella quale l’accuratezza delle informazioni è essenziale e che può impegnare i professionisti per molte ore, prima ancora della stesura della relazione.

È su questa fase del lavoro che interviene Docsy, una piattaforma basata sull’intelligenza artificiale progettata per assistere i professionisti della medicina legale nell’analisi dei documenti e nella preparazione degli elaborati tecnici. Il software permette di esaminare la documentazione sanitaria e predisporre perizie, consulenze tecniche d’ufficio (CTU), relazioni di parte e pareri medico-legali. Tra le funzionalità rientrano anche il calcolo del danno attraverso le tabelle di riferimento e la possibilità di rispondere a quesiti specialistici citando le fonti utilizzate.

L’obiettivo non è sostituire il medico legale o l’avvocato nelle valutazioni, ma ridurre il tempo dedicato alle attività preparatorie. La responsabilità delle conclusioni rimane al professionista, che può verificare, correggere e firmare il documento finale. Un’impostazione che cerca di conciliare l’automazione di alcune procedure con la necessità di mantenere un controllo umano sulle valutazioni, particolarmente rilevante quando queste possono incidere su risarcimenti e controversie.

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Dalla prima exit a Docsy: un nuovo progetto senza capitali esterni

Dietro la startup ci sono tre ingegneri genovesi che condividono una precedente esperienza imprenditoriale, conclusa con l’acquisizione del loro primo progetto da parte di un investitore. Dopo quella exit, i fondatori hanno scelto di avviare una seconda iniziativa, questa volta concentrandosi su un settore professionale altamente specializzato. A differenza di molte startup che ricorrono al venture capital per finanziare lo sviluppo, Docsy è cresciuta attraverso un modello di autofinanziamento, utilizzando le risorse dei fondatori senza aprire, almeno finora, round di investimento esterni.

Il progetto è stato sviluppato con il contributo diretto di un medico legale genovese, coinvolto nelle attività di prodotto per integrare le esigenze operative della professione con le funzionalità del software. Prima della costituzione ufficiale della società, il team ha condotto una sperimentazione durata circa due mesi, coinvolgendo alcune decine di medici legali e altri professionisti distribuiti sul territorio nazionale. Questa fase ha consentito di mettere alla prova l’idea iniziale e confrontarla con le necessità di chi utilizza quotidianamente documentazione clinica e strumenti di valutazione del danno.

A gennaio 2026 è stata quindi costituita Docsy, con sede a Genova, in Corso Buenos Aires. Da quel momento la base di utilizzatori è passata da poche decine a centinaia di professionisti, secondo quanto comunicato dalla società, con una crescita proseguita nei mesi successivi. «Chi lavora su un caso di danno alla persona passa ore a leggere centinaia di pagine di documentazione clinica prima ancora di iniziare a scrivere», spiega Riccardo Basso, co-founder e CPO di Docsy. Il principio alla base del progetto, aggiunge, deriva anche dall’esperienza maturata con la precedente startup: «Docsy prepara il lavoro, il professionista decide, e senza il confronto quotidiano con i medici legali questo prodotto non esisterebbe».

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Intelligenza artificiale e dati sanitari: la sfida della medicina legale

L’impiego dell’intelligenza artificiale nella medicina legale presenta esigenze diverse rispetto a quelle di altri software destinati alla produttività. La piattaforma opera infatti su documentazione sanitaria e informazioni personali sensibili, mentre gli elaborati prodotti possono contribuire a determinare valutazioni economiche e responsabilità nell’ambito di controversie. Per questo motivo, accanto alla capacità di elaborare informazioni, assumono rilievo la protezione dei dati, l’affidabilità dei risultati e la possibilità per il professionista di verificare quanto generato dal sistema.

La stessa Docsy individua nell’integrazione tra competenze tecnologiche, conoscenza medico-legale e conformità normativa uno degli aspetti più impegnativi dello sviluppo del prodotto. «Portare l’intelligenza artificiale nella medicina legale significa lavorare ogni giorno con dati sanitari e con valutazioni che incidono sul risarcimento delle persone», osserva Davide Fenati, CEO di Docsy, sottolineando come non sia sufficiente che la tecnologia funzioni, ma sia necessario garantire rigore nel trattamento delle informazioni.

La gestione di informazioni sanitarie richiede particolare attenzione alla sicurezza e alla riservatezza, soprattutto quando i dati vengono utilizzati per elaborare valutazioni medico-legali. In questo contesto, la possibilità di verificare i risultati prodotti dall’intelligenza artificiale e mantenere il controllo sulle decisioni rappresenta un aspetto centrale nell’utilizzo della tecnologia.

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Dal Congresso SIMLA ai prossimi obiettivi di crescita

Nel corso del 2026 Docsy ha iniziato a costruire una presenza anche all’interno della comunità professionale di riferimento, partecipando a iniziative di settore e organizzando incontri a Genova e Roma. Uno degli appuntamenti principali è stato il 47° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA), tenutosi a Roma nel giugno 2026. In quell’occasione la startup ha partecipato come uno degli sponsor principali e, secondo quanto riferito dall’azienda, è stata l’unica realtà presente con una soluzione AI specificamente dedicata alla medicina legale.

La partecipazione al congresso ha rappresentato per Docsy un’occasione di confronto con i professionisti del settore a circa sei mesi dalla costituzione della società. Un passaggio utile anche per misurare l’interesse verso strumenti che introducono l’automazione in attività tradizionalmente affidate all’analisi e all’esperienza individuale. Dopo una prima fase concentrata soprattutto sullo sviluppo della piattaforma e sull’acquisizione di utilizzatori, Docsy sta ora avviando anche le prime assunzioni, con l’obiettivo di sostenere la crescita dell’attività.

Le priorità dichiarate per i prossimi mesi riguardano il consolidamento della presenza tra i medici legali italiani e l’espansione verso gli studi legali e le aziende specializzate nella gestione di sinistri e risarcimenti. La crescita raggiunta senza capitali esterni costituisce uno degli elementi distintivi del percorso intrapreso finora dalla startup genovese. La prossima fase sarà legata alla capacità di ampliare l’adozione della piattaforma, mantenendo un prodotto adatto alle esigenze di un settore in cui la qualità delle valutazioni e la tutela dei dati restano centrali.

Foto: Unsplash
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