Innovazione educativa

Didattica Viva, il nuovo metodo per una scuola più inclusiva

Presentata a Didacta Italia in Abruzzo, la nuova collana digitale punta sull’alleanza tra scuola e famiglia, con strumenti pedagogici, tecnologie e percorsi di apprendimento accessibili anche prima di una diagnosi

di Redazione Innovami.news | 28 Ottobre 2026
Foto: Ufficio stampa

L’inclusione scolastica comincia dall’osservazione, prima ancora che da una diagnosi. È questa l’idea alla base di Didattica Viva, la nuova collana editoriale digitale presentata alla Fiera Didacta Italia, in programma a Lanciano, in provincia di Chieti, fino al 23 ottobre. Un progetto che unisce pedagogia, narrazione e tecnologie per sostenere insegnanti e famiglie nelle difficoltà quotidiane dell’apprendimento.

Didattica Viva: un nuovo approccio all’inclusione scolastica

La scuola italiana si confronta con una realtà sempre più complessa, nella quale riconoscere tempestivamente le difficoltà degli studenti significa anche evitare che si trasformino in ostacoli duraturi. Didattica Viva nasce per offrire strumenti concreti a chi insegna e alle famiglie, superando un’impostazione educativa costruita esclusivamente intorno alle certificazioni diagnostiche.

Il progetto è coordinato da Francesca Memini, divulgatrice con formazione filosofica, e supervisionato scientificamente dalla pedagogista Barbara Urdanch, ideatrice del metodo ORP, acronimo di Osservare, Riconoscere, Potenziare.

L’obiettivo non è proporre un ulteriore manuale specialistico, ma costruire un percorso capace di collegare conoscenze pedagogiche ed esperienze quotidiane. Ogni volume affronta situazioni realistiche, accompagnando il lettore nell’individuazione delle difficoltà, nella scelta delle strategie educative e nell’utilizzo degli strumenti digitali.

Il principio è semplice: l’inclusione non dovrebbe cominciare soltanto quando arriva una diagnosi, ma diventare parte integrante della didattica ordinaria.

Foto: pexels

Il metodo ORP: osservare, riconoscere e potenziare

Il primo volume della collana, Includere Prima, introduce il metodo ORP, sviluppato da Barbara Urdanch per aiutare gli insegnanti a individuare difficoltà e risorse degli alunni attraverso tre passaggi. Il primo consiste nell’osservare comportamenti ed episodi concreti, evitando interpretazioni affrettate. Il secondo permette di riconoscere punti di forza e fragilità attraverso tredici aree funzionali, dalla letto-scrittura al calcolo, fino alle funzioni esecutive e agli aspetti psicosociali. Il terzo riguarda la progettazione di attività di potenziamento integrate nella normale vita scolastica.

Il metodo non sostituisce una valutazione specialistica e non richiede una diagnosi per essere utilizzato. Può quindi accompagnare insegnanti curricolari, docenti di sostegno e famiglie anche durante il periodo di attesa di un eventuale accertamento.

«Quando una bambina o un bambino fa fatica, la domanda che sentiamo più spesso è se convenga aspettare la valutazione. Ma quel tempo non è vuoto, è tempo di scuola», spiega Urdanch. Un’impostazione che sposta l’attenzione dalla classificazione delle difficoltà alla possibilità di intervenire tempestivamente, valorizzando ciò che ogni studente è già in grado di fare.

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Dalla teoria alla classe: imparare attraverso le storie

Una delle caratteristiche della collana è la scelta di utilizzare la narrazione come strumento di formazione pedagogica.

Includere Prima segue la storia di Giulia, un’insegnante alle prese con le difficoltà di apprendimento di Francesco, uno dei suoi alunni. Attraverso l’osservazione dei comportamenti quotidiani, Giulia comprende progressivamente che alcune difficoltà emergono soprattutto nelle attività che richiedono di ricordare più passaggi contemporaneamente.

Il racconto mostra come un’osservazione possa trasformarsi in un’ipotesi educativa e successivamente in un intervento concreto, anche attraverso il confronto con altri docenti. Alla narrazione si affiancano spiegazioni teoriche, schede operative, griglie di osservazione e materiali di approfondimento. Una struttura pensata per rendere accessibili contenuti specialistici anche a chi non possiede una formazione pedagogica.

La scelta risponde anche alla necessità di rafforzare il dialogo tra scuola e famiglia. Comprendere come vengono osservate e affrontate le difficoltà permette infatti ai genitori di partecipare con maggiore consapevolezza al percorso educativo.

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Intelligenza artificiale e scuola: opportunità e rischi

Accanto all’approccio pedagogico, Didattica Viva dedica attenzione al rapporto tra educazione e nuove tecnologie. Dopo Includere Prima, il progetto editoriale prevede un volume dedicato all’intelligenza artificiale come supporto al lavoro degli insegnanti, con indicazioni per distinguere le attività nelle quali questi strumenti possono essere utili da quelle che richiedono necessariamente l’intervento umano.

Secondo Francesca Memini, l’arrivo dell’IA ripropone interrogativi già emersi con la diffusione di smartphone e tablet: come utilizzare la tecnologia senza subirla e come integrarla nell’educazione in maniera critica?

La questione riguarda tanto la scuola quanto le famiglie, spesso chiamate a orientarsi tra applicazioni, piattaforme e strumenti digitali senza disporre di criteri pedagogici adeguati. Tra i successivi temi in programma figurano anche la comunicazione aumentativa e alternativa (CAA) e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per sviluppare i prerequisiti del metodo di studio.

Foto: Ufficio stampa

Inclusione scolastica in Italia: i numeri di una sfida aperta

La necessità di strumenti educativi accessibili emerge anche dai dati nazionali. Secondo l’Istat, nell’anno scolastico 2024/2025 gli alunni con disabilità nelle scuole italiane erano circa 377. 000, pari al 4, 8% degli iscritti. Una percentuale quasi raddoppiata rispetto al 2, 6% registrato dieci anni prima.

Nello stesso periodo gli insegnanti di sostegno hanno superato quota 261. 000, ma circa 57. 000, il 22%, risultavano privi di una formazione specifica. A questo si aggiunge il problema della continuità didattica: quasi sei studenti con disabilità su dieci hanno cambiato insegnante di sostegno rispetto all’anno precedente.

Anche i disturbi specifici dell’apprendimento rappresentano un ambito di crescente attenzione. I dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito indicano circa 354. 000 studenti con certificazione DSA nell’anno scolastico 2022/2023, pari al 6% degli iscritti, contro lo 0, 9% del 2010/2011.

Numeri che evidenziano quanto l’inclusione dipenda non soltanto dalle risorse disponibili, ma anche dalla preparazione degli adulti e dalla capacità di costruire interventi coerenti. È proprio su questo terreno che Didattica Viva intende inserirsi: rendere la didattica inclusiva una pratica quotidiana, condivisa tra insegnanti e famiglie, nella quale la tecnologia rappresenti un supporto e non un sostituto della relazione educativa.

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