Innovazione Femminile

Premio GammaDonna 2026: chi sono le sei finaliste

Dalla salute all’intelligenza artificiale, passando per economia circolare e welfare: sei imprenditrici si contenderanno il riconoscimento il 5 novembre a Torino

di Naomi Lanciano | 2 Ottobre 2026
Foto: Ufficio Stampa

Sei imprese, sei settori differenti e un elemento comune: trasformare ricerca, tecnologia e nuovi modelli di business in progetti capaci di crescere. Il Premio GammaDonna 2026 ha scelto le sei finaliste della sua 22ª edizione, che il prossimo 5 novembre saliranno sul palco dell’Unione Industriali di Torino.

Premio GammaDonna 2026, le sei imprenditrici finaliste

A contendersi il titolo di imprenditrice innovativa dell’anno saranno Paola Campanaro di Centro Clinico La Quercia, Chiara Di Lorenzo di Glutensens, Giulia De Rossi di Nazena, Chiara Montaldi di Working Mom, Simona Ester Rombo di Kazaam Lab e Marianna Vianello di Kid Pass.

Le loro imprese lavorano in ambiti molto diversi, dalla salute mentale alla sicurezza alimentare, fino al recupero dei rifiuti tessili, al welfare aziendale, all’intelligenza artificiale applicata alla medicina e all’accessibilità culturale. Una fotografia piuttosto ampia di come l’innovazione possa tradursi in impresa e affrontare problemi concreti, non necessariamente legati soltanto al digitale.

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Dalla salute al recupero degli scarti tessili

Paola Campanaro, founder e CEO del Centro Clinico La Quercia di Vicenza, guida una realtà che conta cinque sedi e circa 70 professionisti. Il modello integra attività clinica, formazione, ricerca e progetti dedicati alla prevenzione. Tra le iniziative sviluppate figurano la Longevity Unit e “La Patente del Cellulare”, programma dedicato alle dipendenze digitali. Il Centro lavora anche sulla progettazione degli spazi clinici, considerati parte del percorso terapeutico.

Sempre da Vicenza arriva Giulia De Rossi, fondatrice di Nazena. La startup si concentra su uno dei problemi più rilevanti della filiera della moda: gli scarti tessili. De Rossi ha sviluppato e brevettato un processo che permette di trasformare questi residui in un materiale rigido destinato ai settori dell’arredo e del design. Dal 2026 l’attività è stata estesa anche alla gestione autorizzata dei rifiuti, con l’obiettivo di sviluppare nuove tecnologie di recupero a basso impatto ambientale.

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Glutensens porta la ricerca fuori dal laboratorio

La ricerca scientifica è invece al centro del progetto di Chiara Di Lorenzo, professoressa associata in Chimica degli Alimenti all’Università degli Studi di Milano e founder e CSO di Glutensens. La startup ha sviluppato un dispositivo portatile per individuare rapidamente la presenza di glutine negli alimenti direttamente nei luoghi di consumo. Una tecnologia nata dal trasferimento della ricerca di laboratorio e pensata per ridurre il rischio di contaminazioni accidentali per le persone celiache. L’obiettivo è rendere il controllo più immediato, senza limitare la verifica degli alimenti ai soli contesti di laboratorio.

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Working Mom ripensa il welfare aziendale

Da Roma arriva invece Chiara Montaldi, avvocata e founder e CEO di Working Mom. La startup lavora sull’incontro tra genitorialità e organizzazione del lavoro attraverso un modello che integra educazione e cura all’interno di aziende e coworking.

Alla base c’è il Metodo Working Mom, una metodologia pedagogica validata scientificamente e sviluppata con l’obiettivo di ridurre il burnout materno e favorire l’inclusione. Il progetto comprende anche una piattaforma digitale dedicata alla gestione della genitorialità aziendale che, secondo i dati riportati dalla società, consente di abbattere dell’80% i costi tradizionali.

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Intelligenza artificiale e Big Data per la medicina

Tra le sei finaliste c’è anche un progetto che porta l’AI direttamente nel settore sanitario. Simona Ester Rombo, professoressa ordinaria di Informatica all’Università di Palermo, è alla guida dello spin-off accademico Kazaam Lab.

La società ha sviluppato una piattaforma basata su intelligenza artificiale e Network Medicine per analizzare dati biologici e medici complessi. La tecnologia brevettata integra ed elabora Big Data clinici con l’obiettivo di fornire ai medici uno strumento di supporto nelle decisioni terapeutiche e contribuire allo sviluppo di percorsi di cura personalizzati.

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Kid Pass porta l’innovazione nella cultura

Completa il gruppo Marianna Vianello, fondatrice di Kid Pass. La Società Benefit riunisce editoria digitale, e-learning, turismo dedicato alle famiglie ed eventi, con l’obiettivo di rendere più accessibile l’offerta culturale per bambini e genitori. Attraverso la piattaforma Kid Pass Tourism, il progetto punta anche ai mercati internazionali e alla misurazione dell’impatto sociale ed ESG delle attività culturali rivolte alle famiglie.

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Premio GammaDonna 2026: le opportunità oltre la finale

Per le finaliste, il Premio non si esaurisce nella serata del 5 novembre. Il percorso comprende formazione, incontri con l’ecosistema del venture capital e occasioni di confronto con investitori. Tra le opportunità previste c’è anche la possibilità di accedere a uno screening di Angels4Women per un eventuale investimento compreso tra 100 mila e 500 mila euro.

Durante la finale saranno assegnati anche il Women Startup Award e il Giuliana Bertin Communication Award. La sfida del Premio GammaDonna 2026 sarà quindi raccontare non soltanto chi vincerà, ma quali di questi progetti riusciranno a trasformare innovazione e ricerca in imprese capaci di crescere nel tempo.

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